Antmanuv - Magnetic Field (The Ceiling)

Sono arrivata ad Antmanuv grazie a un amico e da allora non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che sarebbe arrivato il giorno in cui questo giovane produttore sarebbe stato notato. E’ proprio di quest’anno infatti la sua partecipazione all’ultima edizione del Mutek, uno dei maggiori e piu’ prestigiosi palchi internazionali per l’elettronica di ricerca (un suo pezzo e’ stato persino scelto per la compilation annuale del festival). Dunque si spera di sentire presto parlare di lui, anche se, considerando il tipo di musica che fa, la strada e’ molto lunga e difficile temo. Ma veniamo al disco in oggetto, ‘Magnetic Field’. Il sole, fonte di luce e calore, puo’ interferire anche pericolosamente con i processi vitali del nostro pianeta. Per esempio, le particelle elettrizzate scagliate dal sole sulla terra, a seguito di un’eruzione solare, provocano vere e proprie tempeste magnetiche e le forti correnti elettriche generate possono danneggiare anche gravemente sia i satelliti in orbita che, come sapete, le apparecchiature elettriche a terra. Poco piu’ di un anno fa c’e’ stata in Canada, a Toronto precisamente (citta’ in cui risiede il nostro), una tempesta terribile ed e’ stato in quell’occasione che questo disco ha preso forma. Affascinato da sempre dall’interazione tra tempeste e alterazioni del campo magnetico terrestre, Antmanuv ha compiuto una serie di registrazioni posizionando i microfoni in punti diversi di modo da ottenere una prima serie di effetti. Il resto della strumentazione utilizzata consiste di un giradischi e di un sintetizzatore modulare analogico. Cosi’ si e’ trattato poi di lavorare su quelle registrazioni attraverso sessions di editing e processing dei suoni. Musica concreta in parole povere ma seguendo (o inseguendo) un concetto ben preciso, ovvero creare un’opera che fosse la traduzione in musica delle variazioni del campo magnetico, dello scontro/incontro tra linee di forza opposte e/o uguali, entranti e uscenti. Dunque, sfruttando semplicemente il rumore atmosferico, manipolando con la strumentazione una materia instabile fatta di banchi di impulsi a frequenza variabile (piu’ bassa la frequenza piu’ alto il rumore radio di fondo) Antmanuv ha dato forma musicale alla sua attrazione per il magnetismo, per cio’ che e’ imprevedibile e misterioso, forse pericoloso, creando un flusso in cui i suoni sono in costante movimento, ora dentro ora fuori dalla trama, perche’ se e’ vero che i poli sono soltanto due, sono pero’ infinite le strade che si possono prendere per passare dall’uno all’altro. Ma fin qui, penserete voi, c’e’ solo un’idea interessante e il coraggio di una sperimentazione all’apparenza fine a se stessa, troppo austera e astratta per essere davvero fruibile. Lo penserei anche io, e non nego che si tratti di un’opera ostile, ma in questo caso, come nel caso di un disco di Ikeda per esempio, l’ascolto attento e partecipe fa la differenza. Il corpo qui e’ escluso, non c’e’ sensualita’, la mente resta nuda e sola di fronte a un disco non facile, estremo nei suoni e nel concetto, disturbante come una gelida brezza aurale, claustrofobico, cerebrale, sci-fi nella forma piu’ cupa e angosciante riusciate a immaginare. Ma e’ esattamente questo il suo fascino: i modi in cui l’ascoltatore percepisce i suoni, reagisce ad essi, e l’immaginario che ne scaturisce. Se a quanto detto finora si aggiunge il fatto che l’attrazione di Antmanuv per il magnetismo va oltre il fatto scientifico in se’, e cela in parte la paura di una minaccia, una paura che lassu’ al nord, non lontano dall’Alaska, sono in molti a condividere, lo scenario cambia leggermente e l’ascolto assume un senso piu’ grande. E’ la paura scatenata da certi strani e inquietanti esperimenti per la messa a punto di tecnologie derivate dagli studi sull’elettromagnetismo, in altre parole, armi elettromagnetiche, le cosiddette armi invisibili, silenziose. Puo’ darsi che queste siano solo le paranoiche fantasie dei teorici della cospirazione ma in Canada, dopo il disastroso e assurdo black out dell’aprile dell’anno scorso, che ha paralizzato il paese giu’ fino a New York, la gente la pensa diversamente. Il fascino e la modernita’ di ‘Magnetic Field’ sta anche in questo, nel suo saper dare espressione musicale, nei modi resi possibili dalle moderne tecnologie, a uno dei peggiori incubi della nostra epoca utilizzando come fonte proprio l’elemento da cui quella paura (una delle tante del nostro secolo) nasce. Potete contattare l’artista all’indirizzo tomane@antmanuv.net o visitare il suo sito (www.antmanuv.net).











