Duncan Avoid - Metaphysics (Hive)

Dopo l'assaggio di Kaebin Yield su Symbiosis, ecco finalmente un intero album prodotto da Kaebin a quattro mani con Undacova, entrambi i giovani sono belgi e hanno all'attivo poche uscite in vinile su etichette underground, oltre all'apparizione su Carbon (Mirex). Il risultato non è così apocalittico come si potrebbe pensare se si conoscono i singoli produttori, tende spesso verso il sound design tenebroso e tecnologico, gli eccessi ritmici e distorsivi sono limitati ad alcuni episodi. Auditory Arms ad esempio è abbastanza aggressiva, ma è subito seguita da Parallel Grounds, un subdolo scenario industriale scandito da un pulsare cardiaco. Che a sua volta però introduce Systemic Ressentiment, una sorta di Somatic Responses in versione drum'n'bass. La traccia 5 è quella che meglio rappresenta Metaphysics ed è senz'ombra di dubbio la migliore. Lucid (Down The Rabbit Hole) si apre con un synth cavernoso e distante su tre note, come potrebbe farli Spirit per capirci, contornato da fruscii che presto si trasformano in grovigli ruomorosi.
Pian piano affiorano dei beats, che si ispessiscono sempre di piu', alternandosi fra monolitiche casse in quattro e breaks industriali con una costruzione perfetta. I pezzi successivi riportano verso sonorità più fluide e persino armoniche, le asperità vengono smussate da archi sintetici e melodie gocciolanti, anche se a tratti tornano a dominare processing denso e tensione sintetica. Dalla traccia 10 in poi troviamo 3 remixes intervallati da un paio di episodi ambientali:C-Drik mette mano ad Auditory Arms ma il suo tocco è leggerissimo, praticamente impercettibile, tanto vale riascoltarsi l'originale, che non l'ho detto prima ma è veramente bella. Subskan si occupa di Convergence (che arriva da un'altra release), il suo suono è inconfondibile ma per apprezzarlo non basta certo un remix, per cui andate a ripescarvi il sensazionale album Repaired, di cui ho già esaltato i pregi qualche mese fa. Chi invece si fa notare è Kotra, che non so manco chi sia, che ha un particolare stile che oserei definire glitch-core, dove per glitch intendo il significato originale del termine, praticamente la frattaglia sonora proveniente da un lettore cd impazzito, solo che qui viene accentuato l'aspetto aggressivo, per di più ad un volume esagerato. Complimenti ai Duncan Avoid, che riescono nel non facile obiettivo di non perdersi nel mare della breakcore anonima e che invece confezionano un album che trabocca di personalità. Manca probabilmente solo un po' di esperienza per rendere il suono globale un po' meno aspro ma la direzione è quella giusta. Se siete attratti da questo disco, state tranquilli: non è super limitato come Symbiosis, online dovreste trovarlo senza problemi.











