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Noto + Sakamoto = minimal + minimal

Doppia data per il concerto di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto all'Accademia tedesca di Roma. Luoghi e suoni si incontrano per il nuovo capitolo della fortunata collaborazione tra Carsten Nicolai e uno degli sperimentatori della musica contemporanea minimale più importante degli scorsi decenni. Nel 2002 'Vrioon', il loro primo esperimento, ha lasciato una pietra miliare lungo la strada della contaminazione tra generi apparentemente lontani. I concerti del 20 e 21 maggio presenteranno l'ultima produzione: 'Summvs', nella cornice fortunata di Villa Massimo a Roma.
http://www.villamassimo.de/it/demnaechst/index.html

Sigmatibet

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Oggi i Sigmatibet (duo storico degli anni '90) tornano in gioco con un ep di chiaro stampo techno/trance uscito oggi per Machine Jockey Rec. Qui di seguito una breve intervista fatta pochi giorni fà con loro:

D : Dopo 5 anni dall'ultimo intenso lavoro "Different World" ( EMI Music ), Con quale approccio vi rimettete in gioco? quali sono i vostri nuovi obbiettivi?

R : Per noi questo nuovo lavoro rappresenta un punto di arrivo e un punto di partenza. Dopo molti anni di strada nella quale abbiamo sperimentato tanti linguaggi, questo è un po’ un ritornare a casa, con l’entusiasmo, la freschezza e lo spirito che solo il liveset e il club possono dare.
La forma ep, l’etichetta indipendente e la tecnologia sono la dimensione che ci calza perfettamente per quelle che oggi sono le nostre esigenze e per come intendiamo adesso la produzione musicale. Il fatto di avere un assetto leggero e funzionale e una completa libertà creativa ci permette di immaginare la musica e realizzarla in pochissimo tempo, col vantaggio di vederla pubblicata quasi in tempo reale. Questo fa si che la creatività esploda.

D : Arrivate da una forte esperienza nel decennio degli anni '90, la musica techno/progressive di quei tempi ha fatto scuola. Quella musica ora si è evoluta e ha allargato i suoi orizzonti (minimal, dub techno , dubstep ) vi hanno influenzato queste nuove correnti nella creazione di ISSUE 1 ep?

R : Si, sicuramente. Anche se non un genere in particolare. Seguiamo da sempre con entusiasmo e incanto le nuove produzioni che alzano l’asticella della qualità. Da sempre subiamo il fascino del suono, dell’immaginario degli universi sonori che riusciamo ad esplorare. Molto del nostro materiale passato, soprattutto i due album precedenti sono il frutto di una nostra reinterpretazione di questi linguaggi in una chiave personale. Ricordiamo ancora l’entusiasmo e il divertimento nell’ascoltare la prima speed garage, la breakbeat, la musica da after dell’after alla Two Lone Swordsmen.
Tra l’altro la minimal, la dub techno e il dubstep sono un suono che è stato nell’aria per molto tempo nel circuito degli after. Mi ricordo 10 anni fa cose come Silentmoviesilverscreen di Khan o Das Akustische Labyrinth di Andreas Kauffelt suonare molto piu’ attuali ora di allora. Sicuramente il suono oggi è molto piu’ affilato e organico, ma lo spirito già aleggiava molto distintamente.
Quella di oggi è per noi un ritorno allo spirito originario del nostro suono primario, basato sul techno per la techno. Veniamo da lì, da Joey Beltram, Orbital, Kraftwerk mashati con la deejay culture del riviera sound italiano degli anni ’80 e un tot di psichedelia.

D : Nella vostra lunga carriera la technologia ha marciato a passi spediti , se ce ne sono, quali gli strumenti che secondo voi nello studio non devono mai mancare?

R : Il primo sono sicuramente i bei dischi degli altri! Nulla ti apre le porte come scoprire la visione di un grande artista. Sta tutto nell’immaginario. Se riesci a percepire questo, poi puoi produrre capolavori con un synth da 20 euro.
Detto questo, la tecnologia è importante. Facilita, aiuta a ricreare le immagini che hai in testa.
Io sono da sempre un vero “geek”, un feticista del suono e del synth e ho come totem le sonorità della Mute records. Quando i miei synth suonavano come quelli di Daniel Miller, allora mi sentivo a casa. (ho sempre avuto un debole per i pomelli dei synth. Ho posseduto Oberheim Matrix 12, Prophet VS, TR909, Bassline, MC202, SCI Studio 440, SCI Multitrack e samplers vari.)
Come gruppo siamo da sempre stati computer oriented, e negli anni la tecnologia è diventata sempre piu’ “in the box” e di conseguenza i soft synth adesso la fanno da padrone.
Per noi non puo’ mancare la collezione Native Instruments, in particolare Kore. Poi Il sistema Duende della Solid State Logic, ed una serie di piccoli gioielli come Sonic Charge µtonic.
Come DAW utilizziamo Ableton Live e successivamente Cubase in fase di mix.
Detto questo, non prescindiamo da una catena audio al top. Se fai elettronica, la musica deve suonare.

D : Cosa ne pensate della nuova ondata di produttori che hanno avuto il terreno spianato grazie alla ricca offerta di software professionali facili da reperire e usare?

R : Il discorso sulla tecnologia è un po’ strano. Sicuramente oggi le difficoltà di apprendimento rispetto all’approccio con la tecnologia sono molto minori, e di conseguenza molte piu’ persone sono in grado di produrre musica. Da qui a diventare grandi artisti comunque ne passa!
Oggi si è allargata tantissimo la fascia media, dove la massa fa musica. Infatti molte produzioni si somigliano, e a volte si arriva al paradosso che si riconoscono le stesse library di suoni in diversi dischi!
L’eccellenza è un’altra cosa e questa ci sarà sempre. La riconosci perché ti cattura, fa leva su logiche che non hanno tanto a che vedere con la tecnologia quanto con la cultura.

D : Che effetto vi fà pubblicare un ep dopo tutto questo tempo con la giovane label "MACHINE JOCKEY " sapendo che i vostri dischi precedenti sono stati rilasciati da colossi come la EMI e prestigiosi come IRMA?

R : Una sensazione di entusiasmo e libertà. Non che con la EMI avessimo avuto chissà quali pressioni, ma abbiamo sempre avuto l’impressione di avere a che fare con persone che non sapessero di cosa stessimo parlando! Poi la complessità di una major non è per niente funzionale con le esigenze di un progetto che propone un suono che ha nella modernità una caratteristica peculiare. Tra il concepimento e la realizzazione di un pezzo poteva anche passare un anno! Tutt’altro discorso vale per Irma ed Evolution, collaborazioni nate dall’entusiasmo di Fred Ventura, un produttore ancora nostro grande amico che ci ha letteralmente scoperti e pubblicati. Il rapporto con Machine jokey è molto simile come spirito.
Siamo amici, e soprattutto la musica che pubblica ci convince al 100%. Siamo prima fan e poi collaboratori di MJ!

grazie ragazzi e imbocca al lupo per il vostro nuovo corso!
MJ TEAM

BIO:
i Sigmatibet sono uno storico progetto di musica elettronica nato nel 1991.
Formato da Paolo Gozzetti e Michele Castellani (a cui si è piu' recentemente aggiunto il dj e cantante Marco Tacconi aka John Belpaese), il gruppo proviene dalla scena punk milanese degli anni ottanta, e ha contribuito massicciamente alla nascita e al consolidamento della scena techno e rave italiana degli anni novanta.
Aspetto fondamentale della band è il Live Act, che parallelamente alle produzioni discografiche è da sempre caratterizzato da performance live con visual acts, che ne hanno segnato da sempre la particolarità, soprattutto quando questo tipo di evento non era ancora diffuso in Italia.
Il percorso artistico dei Sigmatibet spazia dalla club techno e trance degli inizi (Evolution Records, Irma) ad una fase elettronica che va dal breakbeat alla deep house (Emi Music).
Ultimamente il gruppo è tornato su un territorio piu' essenziale e sintetico e collabora con l'etichetta techno Machine Jockey con la quale farà uscire le prossime release.

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