AaVv - Overshadow (ANTMANUVmicro)

Compilation organica e ben assemblata nata da un'idea dell'artista audiovisivo Tomane Vinagreiro aka Antmanuvm che ha chiamato a sè amici/producers vicini per attitudine e rigore sperimentale. Un progetto nato e sviluppato tramite il web che ha il grande pregio di raggruppare un sottobosco musicale vivido ma sconosciuto ai più nel quale riescono a convivere in maniera omogenea tanto l'aspetto della ricerca quanto quello della genuinità compositiva. Fondamentale in questo senso il contatto diretto seppur virtuale tra gli artisti stessi, alcuni dei quali presenti già da diversi anni nei circuiti alternativi di settore. Uno di questi è senz'altro Undacova che qui compare con lo pseudonimo Erratic, a lui spetta aprire il disco con questo side-project ambientale, completamente diverso rispetto a tutte le produzioni precedenti incentrate su di un industrial/breakcore decisamente aggressivo uscito su etichette di una certa rilevanza come Somia, Mirex e Hive Records. Qui i toni si smorzano notevolmente, rimane un alone darkeggiante e filo-industriale che ricopre tutto il pezzo, contorniato da sibili e larsen digitali che donano al tutto un sentore metallico. Si prosegue con Vitor Joaquim, performer multimediale e nome di punta della scena elettronico-sperimentale portoghese con uscite per Crònica e Ananana, qui impegnato in una traccia scandita da una sequenza noise sotto cui si innesta in lontananza una malinconica nenia elettroacustica. Francamente da lui mi aspettavo qualcosina in più. Meglio allora il pezzo di Dieb cioè Til Kerlen da Berlino, dedito ad una dark ambient di lustmordiana memoria che pur non brillando per particolare originalità appare ben prodotta mantenendo tutti gli stilemi tipici del genere. Consiglio vivamente di recuperare il suo vinile minimal techno dell'anno scorso sulla nostrana Citymorb, e di sentire il suo remix per
Bonopac sulla neonata netlabel Barfog, presto disponibile online sul sito degli italiani Smbp.
Con Ok.suitcase aka André Gonçalves da Lisbona si entra nei territori della sonorizzazione più concretista in cui la fanno da padrone glitch reiterati e scarti di rumore che hanno tutta l'aria di essere microloops di puntine che saltano. Pezzo buono senza infamia nè lode. Poi è la volta di due artisti italiani che si è già avuto modo di sentire dal vivo l'anno scorso nella serata di musica sperimentale organizzata dalla associazione Urgh di Torino e prima ancora nella loro collaborazione per la weblabel Entity.be al cui indirizzo potete trovare disponibile il loro ep "Elettra" scritto a quattro mani. Il primo di essi è Hackeronte, artista milanese che si è un pò defilato ultimamente dalle scene ma che partecipa qui con una traccia di ambient liquida e fortemente digitalizzata, giocata prevalentemente su frequenze alte, come un Hervé Boghossian imbottito di lsd. L'altro è il siciliano Tirriddiliu che seppur giovanissimo può oramai vantare due album per la Nexsound di Andrey Kiritchenko e svariate collaborazioni (Entity, Idroscalo, Aklass). Una performance la sua a metà tra elettroacustica e improvvisazione digitale in cui spinge al massimo i reverberi dei vst di Audiomulch. A tratti mi ricorda l'ultimo Pimmon uscito per la serie Mort Aux Vaches della Staalplaat, se può servire a dare un'idea. Unico difetto: la breve durata. A seguire il primo intervento del padrone di casa Antmanuv che da subito definisce quali siano le proprie coordinate musicali: microwaves e ultrabassi generati da microfoni a contatto, loops di distorsioni assortite e field recordings estrapol ate da situazioni singolari. Pare dalle note informative che questa "haptic fingerprint II" sia stata costruita come traccia interattiva ma non sono riuscito ad interfacciarla con nessun sw. In ogni caso davvero interessante e tra le migliori del lotto.
The Infant Cycle invece gioca la carta a sorpresa con un pezzo che parte con una serie di sibili usciti da qualche feedback generator, poi alcuni secondi di silenzio che preludono ad un preset di beat spastico da tastierina casio che a sua volta si smorza in un intermezzo ambient, ancora silenzio e finale di disturbi a onde corte. Una schifezza. Di tutt'altra caratura l'intervento di @C, duo di sound artists (dal vivo diventa un trio audiovisivo) che vanta nel proprio carnet un paio di full lenght per Cronica e un pezzo su Cliks & Cuts 4 della Milleplateauxmedia. Chiara le linee filosofiche che sottendono a questo progetto: approccio alla composizione di carattere algoritmico, processing di suoni concreti e improvvi sazione tout court. Qui in veste decisamente più experimental noise rispetto ai lavori precedenti, sette più per loro. Strampalato e divertente l'intento di Smbp, duo techno genovese che per l'occasione si ricicla sonorizzatore/estrapolatore ambientale e come una sorta di Vegetable Orchestra industriale si mette a campionare suoni estratti da vegetali che friggono in pentola su di un fornello a gas mixando il tutto con i synths di Reaktor. Nasce così "Everywhere in the kitchen" che a dispetto dell'intento ludico appare come una traccia piuttosto seriosa: Intonarumori Orchestra meets Aube. Tra i loro progetti futuri in vista un ep per la Persistence Bit. Il fantomatico produttore berlinese House of Snakes propone una lenta ed ipnotica cavalcata di onde sinusoidali e sferzate di rumore elettrico; mentre il successivo matvm.mx annoia con un flusso reiterato di percussioni digitali sotto sequencer, modulato presumibilmente in real time durante tutto il suo incedere, davvero poco interessante.
Più azzeccate le progressioni ritmiche di Cancèr, ovverosia Jorge Cortés (fondatore e parte attiva della label cilena Ojo De Apolo ), che propone una buona traccia m inimal-percussiva intervallata da un synth alieno, il tutto generato con Reaktor e Micromodular. A breve scadenza la sua collaborazione alle ultime compilation di Cronica e Ojo De Apolo a nome Receptor e Autòmata. Si ritorna su sentieri prettamente ambientali con LOD, pseudonimo di Luis Ortiz, boss della Klitekture (Deadbeat, Sutekh, Tilliander tra gli altri..) con un pezzo piuttosto rarefatto giocato su delicate tastiere e supportato dalle microvariazioni di un beat minimale: roba semplice ma di gran gusto. Infine a chiudere il tutto ancora Antmanuv che cambia la propria ragione sociale in AMANV: la sua "ritual" descritta dallo stesso come una "registrazione dei movimenti di un feto di otto mesi amplificato e processato tramite powerbook" si risolve in un bozzetto lo-fi di morbide ritmiche che nulla aggiunge e nulla toglie a questa interessante panoramica sui newcomers della musica sperimentale contemporanea.
Per contatti: tomane@antmanuv.net - til@dieb-net.de











