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Noto + Sakamoto = minimal + minimal

Doppia data per il concerto di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto all'Accademia tedesca di Roma. Luoghi e suoni si incontrano per il nuovo capitolo della fortunata collaborazione tra Carsten Nicolai e uno degli sperimentatori della musica contemporanea minimale più importante degli scorsi decenni. Nel 2002 'Vrioon', il loro primo esperimento, ha lasciato una pietra miliare lungo la strada della contaminazione tra generi apparentemente lontani. I concerti del 20 e 21 maggio presenteranno l'ultima produzione: 'Summvs', nella cornice fortunata di Villa Massimo a Roma.
http://www.villamassimo.de/it/demnaechst/index.html

Beta Erko - I'm OK, You're OK (Quecksilber)

Giovanni Linke's picture

Questo CD mi è stato passato da un personaggio che ha voluto rimanere anonimo, che mi ha esplicitamente detto di farne ciò che avessi ritenuto più opportuno, persino una recensione. Sotto il ''persino una recensione'' c'erano, in ordine: persino ascoltarlo diverse volte, persino fartelo piacere, persino sopportarlo, persino insultarlo, persino utilizzarlo per fare colore nella tua collezione di CD. Fra tutte le opzioni, ho deciso di scrivere una recensione perchè per una buona metà dei 50 minuti I'm OK You're Ok è un disco divertentissimo, una fantasiosa parodia dell'hip hop, con un MC (che appartiene ai Curse Ov Dialect, ma io non so chi siano) schizoide e poliglotta di cui non si riesce a capire nulla perchè le sue rime sono frantumate dagli altri tre membri del gruppo. Processing indiavolato, scratching ultrasonico e sminuzzamento continuo di qualsiasi parola non aiutano nella comprensione dei testi, ma non credo che sia l'aspetto fondamentale ella musica dei Beta Erko. Il frullato globale che ne viene fuori è ben studiato ed efficace, non casuale e cazzone come Kid606, nemmeno così musicale come Terminal 11, ma nel complesso è adrenalinico e spumeggiante, anche negli episodi lunghi una manciata di secondi.

I problemi sopraggiungono quando il ritmo rallenta, quando il processing tende verso i pitch bassi e alla dilatazione dei tempi e in generale alla sperimentazione un po' fine a se stessa. Shangai Loco dura quasi sei minuti e già dopo pochi secondi il dito corre rapido al tasto skip. Stesso discorso per Don't Mock The Quack. Se poi tenete conto che l'ultima traccia dura una dozzina di minuti ed è composta unicamente da rumori inutili e poco interessanti, avete già levato metà della durata del disco. Nulla in contrario alla musica experimental noise drones microwaves sailcazzo, ma le premesse delle prime tracce mi facevano supporre ad una sorta di versione glitch-core (dove core sta per spinto all'estremo) dello pseudo hip hop di Otto Von Schirach. Quindi, il resto non c'entra un cazzo. Che ne so, si poteva fare un disco a parte. Invece, così facendo, tutta la tensione e l'interesse accumulata precedentemente si affievolisce, constringendomi ad un ascolto con selezione, che non è proprio il massimo. You're OK I'm OK merita comunque un paio di ascolti, cercate di farvene prestare una copia.

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