Folkjazztronica avanti tutta

Il termine l'aveva inaugurato Kieran Hebden con le prime uscite di Fridge e poi con l'alias fortunato di Four Tet. Folk-tronica si è posto fin da subito come un mare magnum di suoni che da 10 anni e più suggestionano tanti produttori di musica elettronica in cerca, forse, di impressioni familiari e di legami tra un presente che si trasforma più velocemente del pensiero e un passato che invece, statico, rischia di perdersi in lontananza.
Nell'ultimo anno l'interpretazione del genere si è fatta sempre più intensa per qualità e quantità di contributi. Nel caso di Nikola Gruev, in arte Kottarashky, che ha pubblicato un album per l'etichetta Asphalt Tango (una gajardissima impresa con l'occhio lungo sull'est Europa) l'esperimento ha già fatto molto parlare di se'. Lui, architetto bulgaro, ha passato la scorsa estate a girare i villaggetti periferici della Bulgaria più sperduta. Dai margini di un paese già abbastanza remoto rispetto al vorticoso ritmo della rutilante globalizzazione, tramite campionamenti calibrati con simpatiche strizzatine d'occhio, si è trascinato nel XXI secolo con maestria. "Opa Hey!" è il titolo del suo album che, nelle migliori tracce (la stessa 'Opa Hey!', 'Chetiri', 'Lele'), ricorda un Matthew Herbert elegantone e ancora scherzoso, ma soprattutto rimanda ad esercizi più orecchiabili e di grande fama come Gotan Project e adepti della categoria. L'album è godibilissimo, e meno piacione dei vendicatori del tango, buono da sciorinare ad ogni ora e luogo.
Stesso esercizio, ma più personale e volutamente vintage è quello di Pier Bucci. Cileno, producer con la cassa dritta in punta di dita, che rimanda il suono dei suoi luoghi con esiti brillanti e vari. Pubblica l'album la Maruca, un'etichetta speciale che prende il nome della mamma di Pier, con l'intendimento di pubblicare roba 'familiare' senza troppo rimanere ancorati alla club music. 'Amigo' è un manufatto di latin tech-house che sa di piccola perfezione, con una forte componente vocale che annovera Armelle Pioline e Washingtone Mirana e Jorge Gonzales tra i cantanti coinvolti. Tante latitudini per mettere insieme sentimento e macchinazione digitale.
Sono esperimenti interessanti come le 'Chinoiseries' del parigino Onra, tracce messe insieme nel 2006, recuperando campioni da vinili vietnamiti e cinesi degli anni '30. Anche li', come per gli altri esempi, si tratta di attualizzare suoni recuperati nel passato, digerirli con i succhi gastrici dei nuovi strumenti digitali.











