M.I.A. - Arular (XL)

Come non parlarne. Qui su Basebog per un motivo o per l'altro non abbiamo mai dato molta corda alla UK garage degli utlimi due anni, da Wiley a Dizzee Rascal fino alla recente invasione grime. Forse è il caso di spendere due parole per M.I.A. anche se ne sente parlare ovunque. Per la maggior parte dei media M.I.A. è il trionfo dell'underground, della musica che sfonda venendo dal basso, mentre probabilmente molti inglesi che si cibano dei vinili di Vex'd e Slaughter Mob appena vedono il logo XL fuggono disgustati. Musicalmente è ineccepibile, grezzo e coinvolgente anche più di Wiley e Rascal, le basi sono più dirette e rapide, sebbene non raggiungano gli standard qualitativi di Vex'd. Intendiamoci, per essere un disco lanciato verso le charts, è parecchio andergraund. Il valore aggiunto di M.I.A. sta soprattutto nei testi, che riescono sia ad evitare gli stereotipi dei giovani rappers ventenni, sia a non sembrare scritti a tavolino per farle muovere le chiappe su MTV (vedi Jentina). Per forza si fa notare, Arular ha delle qualità che lo fanno spiccare in mezzo ad una serie di dischi di una banalità imbarazzante, sia per musica che per testi, è uno dei pochi casi di album mainstream che richiedono un minimo di ascolto attivo. Quindi meno male che c'è M.I.A. a risvegliare un po' di cervelli annebbiati dal pop delle radio e delle tv. Se invece proprio non sopportate una voce sopra i beats grimey, non vi resta che tornare alle compile della Rephlex o aspettare Vex'd.











