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Noto + Sakamoto = minimal + minimal

Doppia data per il concerto di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto all'Accademia tedesca di Roma. Luoghi e suoni si incontrano per il nuovo capitolo della fortunata collaborazione tra Carsten Nicolai e uno degli sperimentatori della musica contemporanea minimale più importante degli scorsi decenni. Nel 2002 'Vrioon', il loro primo esperimento, ha lasciato una pietra miliare lungo la strada della contaminazione tra generi apparentemente lontani. I concerti del 20 e 21 maggio presenteranno l'ultima produzione: 'Summvs', nella cornice fortunata di Villa Massimo a Roma.
http://www.villamassimo.de/it/demnaechst/index.html

ambient

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Haruki - Snowed in Food Shelter (Klanggold)

A Ulm ha sede una piccola fucina di elettronica che fa un po' ambient, un po' contemporanea, un po' di elettroacustica. Con molto intimismo e senza timore di scorprirsi incredibilmente melanconici. E' un'etichetta, la Klanggold, gestita da Andreas Ubenbenz (che produce anch'egli sotto il nome di Nobile) che ora pubblica l'album di Haruki, al secolo Boris Snauwaert, noto producer ambient per tante etichette e ora intento a mettere insieme collage sonori amorfi, con contorni volutamente sfumati, segnati per lo più da accenni di piano piazzati come un segnale di presenza umana, ogni tanto, per ricordare che non siamo in mezzo ad una distesa inanimata. Con risultati alterni. Si raggranellano suoni di quiete e profondità interiore, che quando troppo protratti danno qualche disagio.

66ahri's picture

Lali Puna - Our Inventions (2010,Morr Music)

Attesissimo ritorno a quasi sei anni di distanza dall'ultimo 'Faking The Books' (2004) del gruppo di Monaco.
Il disco sarà intitolato 'Our Inventions' e uscirà il primo aprile per Morr Music.

La Tracklist dovrebbe essere la seguente: 'Rest Your Head', 'Remember', 'Everything Is Always', 'Our Inventions', 'Move On', 'Safe Tomorrow', 'Future Tense', 'Hostile to Me', 'That Day', 'Out There [ft. Yukihiro Takahashi]'.

su Stereogum disponibile per il download "Rmember":
http://stereogum.com/111431/new_lali_puna_-_remember/mp3s/

sul myspace di Yukihiro Takahashi (Yellow Magic Orchestra) trovate "Out There":
http://www.myspace.com/yukihirotakahashi

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Various Artists - Pop Ambient 2009 (Kompakt)

Nono capitolo della celebre saga curata dal cofondatore della Kompakt Wolfgang Voigt (che molti conoscono sotto i nomi di GAS, Burger/Ink, etc). Ogni anno, in autunno o in inverno, dalla Kompakt arriva questa raccolta di suoni dilatati e fuori da ogni classificazione ritmica, emblema stilistico dei tempi in più o meno rapida trasformazione.
Per l'edizione di quest'anno, meno synth, forse troppo ascoltati, a favore di tessiture più organiche e cupe. Dilatazioni atmosferiche tese a disegnare scorci di paesaggi immobili, non per forza nordici ma senz'altro desertici, panorami che parlano di movimenti decisi, lenti e probabilmente ineluttabili.

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Greenlab - Echosystem (Irma)

GreenLab è un progetto nato dal connubio artistico di quattro musicisti e produttori provenienti da differenti ambiti musicali: Simone Galgano (tastiere), Federico Mazzoli (basso), Roberto Leprotti (batteria e programmazione) e Domenico Canzoniero (chitarra,tastiere). Il risultato di questa collaborazione si manifesta attraverso il sound eclettico, ritmiche Trip Hop, sonorità sound track con atmosfere fantasiose e suoni spaziali. In una parola sola, Space Funk. Ospiti di prestigiosi palchi – dai festival internazionali di musica elettronica (Sonica 2005) a raffinati dinner club (Dar El Yacout Milano), da note Chill Out italiane a club di genere - i GreenLab hanno sviluppato un ottimo rapporto con il loro pubblico che riconosce, sin dalle prime note, le suggestioni artistiche proposte dalla band durante ogni live.

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Ran Slavin - The Wayward Regional Transmissions (Crónica Electrónica / Materia Prima)

Fin dai suoi primi lavori Ran Slavin era intensamente legato alla sua terra. Memorabile il suo contributo nel corale 'Walking In Jerusalem' di Random Inc/Sebastian Meissner insieme ad Electric Birds e Tim Hecker per Mille Plateux. E ancor più nell'edizione sperimentale sempre di Mille Plateux delle raccolte di 'Intifada Offspring' insieme ad altri artisti israeliani. Ran Slavin è un artista contemporaneo che lavora e sperimenta con il suono, grazie al quale ricrea scenari di alterazione di notevole intensità e originalità. Il materiale alla base di questo ultimo disco sono le registrazioni di musicisti folk strappate ai quartieri dei Territori e combinate con altri suoni 'sincretici' dell'ambiente metropolitano (ambienti e voci). L'autore si è accostato alla chitarra da quattordicenne, mentre ora elabora il video e l'audio con patch sviluppate da lui stesso.

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Bichi - Notwithstanding (Hobby Industries)

Il progetto Bichi è composto dal solo produttore danese Tobias Wilner. Bichi è Il suo side project. In questa occasione si allontana dal gruppo di appartenenza, i Blue Foundation, per poter sperimentare nuove soluzioni sonore. Dopo il discreto successo ottenuto con alcume precedenti uscite pubblicate su April Records, dopo aver collaborato con il modno della danza e della cinematografia, sempre in veste di produttore sonoro, ha finalmente pronto il nuovo album. "Notwithstanding" è un esperimento. E' per gran parte strumentale, le atmosfere sono semplici e genuine, molto sintetiche ma non eccedono nell'astrazione pura. Tobias ha voluto al suo fianco i componenti del suo gruppo che hanno collaborato attivamente alla realizzazione del cd. Le poche parti vocali infatti sono affidate alla cantante Sara Savery. E' un disco leggero e soffice, denso di intuizioni digitali ma anche di strumenti veri rimanipolati al computer. Non è di facile comprensione.

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Robert Henke - Layering Buddha (Imbalance)

Finalmente un nuovo disco di Robert Henke dopo ‘Signal to Noise’. Questa volta il lavoro sul suono avviene a partire dal piccolo device chiamato Buddha Machine Soundbox, realizzato a Pechino da Christiaan Virant e Zhang Jian sotto il nome di FM3. Si tratta di un piccolo soundsystem portatile che produce 9 diversi loop e sta spopolando tra i cultori del genere (Brian Eno se n’è comprato 9 ed è un grande sostenitore dell’invenzione, insieme a Thomas Fehlmann, Jan Jelinek e Alog tra gli altri). L’idea della Buddha Machine è di produrre loop meditativi per il praticante buddhista. Questi si succedono in crescendo e decrescendo con estetica low tech di rumore bianco e abrasioni di ogni sorta. Robert Henke ha costruito ‘Layering Buddha’ partendo dai loop della Buddha Machine, celebrandoli ed integrandoli nel suo beneamato Ableton Live, imprimendovi una tessitura ambient sofisticata e paesaggistica.

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Chromascope - Sleep Paralysis (Silken Tofu)

Un cd-rom da 3’’ pubblicato dall’etichetta un po’ underground Silken Tofu dedicata manco a dirlo alla libera sperimentazione nel campo dell’elettronica, abbracciando la ambient, la death-industrial e il noise. ‘Sleep Paralisis’ è il mini-album di esordio in 5 tracce di Chromascope, in arte Brandon Malzahn, giovane musicista cresciuto all’ombra di gruppi noise garbato e industrial giapponesi (Masonna, Slogun) oltre che dei ben più noti Coil, Autechre. Synth vintage, cimbali e campanellini, brezze lentissime che condensano flussi sonori ininterrotti e pulsanti. In ogni traccia oltre ai tanti effetti una sottile tensione di fondo è il prologo di qualche forza in lenta ascesa. Sembra un po’ di tornare ai primi anni ’90, quando gli straight edge vegani amavano esibirsi in cardiopatici ascessi d’ira più o meno repressa.

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Ezekiel Honig - Scattered Practices (Microcosm)

Un disco intricato e pieno di suoni sparpagliati nel quotidiano newyorkese di Ezekiel Honig. Nulla di nuovo nelle premesse concettuali, se non fosse che i toni caldi e scricchiolanti del risultato piazzano ‘Scattered Practices’ in una confortevole via di mezzo tra l’intemperanza dei trascorsi dancefloor dell’autore e la sensibilità dell’ascolto domestico. Frequenze messe insieme come schizzi fatti al volo e un interessante trama di loop e micro-melodie: il tutto condensato in un panorama spesso intermittente e mai sdolcinato ma, almeno apparentemente, in linea coi ritmi del cuore.

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C-Schulz - 5. Flicker Tunes (Sonig)

Dopo lo sciogliemento dei Kontakta, la prima band di elettronica sperimentale di Cologna, il musicista e regista C-Schulz inizia a collaborare sempre più assiduamente assieme a Marcus Schmickler. Il risultato di questa collaborazione sono un paio di album dietro il nome di Pol per la label parigina Odd Size. Nel frattempo C-Schulz trova il tempo anche per un album solista. Questo succedeva più di dieci anni fa. Negli anni successivi poi C-Schulz si dedica a vari progetti collaterali legati per la maggior parte alla sua passione per i film. E arriviamo a "5. Flicker Tunes", il suo ultimo lavoro da solista. La sua è musica rarefatta, dilatata e microscopica. A suo modo è musica estrema. Se da una parte ci sono i pazzi furiosi che riempiono e saturano il suono all'inverosimile, dall'altra ci sono personaggi come C-Schulz che non vedono l'ora di togliere elementi dalle composizioni. Gli elementi che tengono in piedi le sue canzoni sono veramente pochi, minimali e profondi.

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The Orb - Okie Dokie It's The Orb On Kompakt (Kompakt)

Questo strano progetto, sicuramente conosciuto solo da pochissimi affezionati, è composto dall'ormai leggendario Alex Paterson e da Thomas Fehlmann, uno che in quanto ad essere influente ha pochi rivali in questi ultimi anni. Non conoscete gli Orb? E ma allora state leggendo questa recensione per caso, cercavate un modo salutare per l'utilizzo dei compressori ad aria e siete arrivati qui. Avete sbagliato, il vostro Google perde colpi. Tornando a noi... Ne sono passati di anni dal primo "U.F.Orb", era il luglio del 1992, da quel momento gli Orb sono diventati un punto di riferimento. Questo è il tredicesimo lavoro del duo e sembra che non abbiamo perso lo smalto di un tempo. Sono sempre gli stessi di quando suonarono a Top Of The Pops "Blue Room", un pezzo di 39 minuti e 58 secondi, il più lungo che sia mai entrato nella chart di singoli.

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Szkieve - Ekranoplanes (Ant-Zen)

Un mini-cd concettuale di appena 22 minuti porta l’attenzione sulla relatività del tempo e sull’arbitrarietà della sua misurazione. Sette tracce ne fanno un disco completo, che si abbraccia con immediatezza. Szkieve è il belga Dmitri Della Faille e dedica la riflessione sulla tecnologia e sulle sue archeologie prendendo a prestito i lasciti dell’ex Unione Sovietica (operazioni care a chi è cresciuto guardando ad est, come accade in zona Nexsound). Il linguaggio è però universale, e si applica a qualsiasi scenario. Szkieve fa tesoro delle avanguardie del secolo scorso senza motteggiare e non guarda per forza all’impossibile sonoro proponendo una ritmica maneggiata con sorridente disinvoltura (regolare in ‘L'Orlyonok’ e straordinariamente incisiva sul piano psichico in ‘Le lun’).

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AaVv - Overshadow (ANTMANUVmicro)

Compilation organica e ben assemblata nata da un'idea dell'artista audiovisivo Tomane Vinagreiro aka Antmanuvm che ha chiamato a sè amici/producers vicini per attitudine e rigore sperimentale. Un progetto nato e sviluppato tramite il web che ha il grande pregio di raggruppare un sottobosco musicale vivido ma sconosciuto ai più nel quale riescono a convivere in maniera omogenea tanto l'aspetto della ricerca quanto quello della genuinità compositiva. Fondamentale in questo senso il contatto diretto seppur virtuale tra gli artisti stessi, alcuni dei quali presenti già da diversi anni nei circuiti alternativi di settore. Uno di questi è senz'altro Undacova che qui compare con lo pseudonimo Erratic, a lui spetta aprire il disco con questo side-project ambientale, completamente diverso rispetto a tutte le produzioni precedenti incentrate su di un industrial/breakcore decisamente aggressivo uscito su etichette di una certa rilevanza come Somia, Mirex e Hive Records.

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Deadbeat - New World Observer (Scape)

E' tutta una questione di prospettive, il mondo lo vedi sempre in maniera diversa, dipende da che parte lo guardi. Osservare il mondo in questi anni poi è molto difficile, le situazioni planetarie sono complicate e cercare di capirle a fondo è sempre più problematico. Scott Monteith, aka Deadbeat, ha osservato il mondo e ha trasposto le sue visioni in forma musicale, una denuncia chiara e diretta di quello che non funziona. Dire che "New World Observer" è un album politico è abbastanza palese, Deadbeat dimostra come si possano filtrare attraverso la musica le influenze esterne, anche quelle più grandi di noi, offrendoci la sua visione delle cose. "Port-au-prince", "Abu Ghraib", "Little Town Of Bethlehem", sono alcune delle canzoni presenti dell'album, riportano la mente verso questioni dolorose, ferite ancora aperte raccontate tramite la musica elettronica di Deatdbeat.

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A Guy Called Gerald - To All Things What They Need (!K7)

Fin dalla fine degli anni ottanta Gerald Simpson e' un nome che appare e scompare nel panorama della musica elettronica, un po' come un vecchio telefilm che viene ritrasmesso in televisione durante la notte. Sai gia' cosa stai guardando ma non avevi mai visto quella puntata, allora la guardi con lo spirito di quando eri giovane e quando finisce non hai scoperto nulla di nuovo, semmai qualche particolare che non avevi mai notato. Questo disco infatti non e' per nulla innovativo tantomeno una pietra miliare del genere, sono lontani i tempi di "Automanikk", del classico "Black Secret Technology" e della Juice Box Records. A Guy Called Gerald si limita, o meglio si tutela, a ripercorrere una strada gia' conosciuta, il suo modo di produrre non e' cambiato se non per qualche particolare. Alla realizzazione dell'album partecipano anche Ursula Rucker che canta su "Millennium Sanhedrin" e Finley Quaye su "Strangest Changes".

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Erdem Helvacioglu - A Walk Through the Bazaar (Locust Music)

L’idea della serie “Met Life” dell’etichetta di Chicago Locust Music (impegnata nella promozione di ‘infestious electronic music’) è quella di affidare a musicisti di geografie disparate il compito di registrare la realtà cittadina e di rimodellarla secondo i criteri della musica elettronica. Il collettivo argentino Reynols era stato cooptato per il terzo volume della serie, utilizzando le registrazioni di un cantiere di Buenos Aires. Il quarto volume, che andrà in ristampa l’anno prossimo per la stessa etichetta, in quanto già esaurito, è stato affidato al turco Erdem Helvacioglu, che da Istambul ha fatto rimbalzare le voci del souq cittadino, e infatti l’album s’intitola ‘a walk thorugh the bazaar’: telefoni, rombi, frenate, schiamazzi e brusii più sottili (ma anche telefoni cellulari che squillano ogni due per tre) per la prima delle due tracce.

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Fennesz - Venice (Touch)

Dai tempi di ‘Endless Summer’, dove il viennese si era dedicato a mettere insieme strumenti di ogni tipo ispirandosi ai Beach Boys, ci rimane un’estetica coerente, sganciata dai computerismi a tutti i costi e capace di proporre un minimalismo lontano dalla scuola teutonica, dove non ci sarebbe spazio per i continui e confusi accenni melodici che fanno da trama alle sue composizioni. Certamente Venice, come gli altri lavori, lascia traspirare un calore particolare e riconoscibile. Le tracce si compongono di strati difficilmente distinguibili, amalgamati sapientemente da un’orecchio che ha il merito di destreggiarsi tra i suoni come se fossero gli attrezzi di un mestiere meticoloso e affascinante. In ‘Venice’ pare evidente come Fennesz si orienti oltre il mondo digitale. Naturalmente si tratta di un approccio di ampio respiro, che aspira alla luce e agli ampi spazi. La ritmica si disperde, e diventa semplice vibrazione, fruscio di un mondo sottile e soltanto accennato.

Vittorio Marozzi's picture

Ehlers/Suchy/Hautzinger - Soundchambers (Staubgold)

Singolare incontro quello tra i compositori Joseph Suchy, Franz Hautzinger e Ekkehard Ehlers, rispettivamente chitarra, tromba e laptop, che allestiscono un apparato sonoro per un progetto di architettura, grafica e musica racchiuso in un installazione fatta di stanze inserite nello spazio del parco del Museu Serralves della citta' di Porto. Questo disco e' il resoconto sonoro di tutto cio' - con qualche rappresentazione grafica messa in bella vista sul lussuoso digipack - e trattasi ancora una volta di sperimentazioni in bilico tra musica strumentale e tecnologia digitale. 5 episodi di ambient che oscillano tra improvvisazione, rumori d’ambiente processati e glitch. Non c’e' una forma precisa in questa musica, solo molta liberta' formale e la volonta' comune di far viaggiare la mente.

Federica Linke's picture

Antmanuv - Magnetic Field (The Ceiling)

Sono arrivata ad Antmanuv grazie a un amico e da allora non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che sarebbe arrivato il giorno in cui questo giovane produttore sarebbe stato notato. E’ proprio di quest’anno infatti la sua partecipazione all’ultima edizione del Mutek, uno dei maggiori e piu’ prestigiosi palchi internazionali per l’elettronica di ricerca (un suo pezzo e’ stato persino scelto per la compilation annuale del festival). Dunque si spera di sentire presto parlare di lui, anche se, considerando il tipo di musica che fa, la strada e’ molto lunga e difficile temo.

Roberto Gallino's picture

Mole Harness - All Your Memories Return At Once (Float Records)

Prima di tutto: digitate www.floatrecords.co.uk sul vostro browser e fatevi un giro sul sito di questa label di Bristol-UK, città ormai famosa per aver dato luce a nomi che gravitano da anni nell’universo mainstream quali Massive Attack, Portishead etc... Il messaggio che si legge è semplice e apprezzabile proprio per questo: cercare una comune filosofia di suono “nuovo lontano dai canoni dell’industria discografica” e “se apprezzate cosa facciamo, prendiamo contatto”. Affermazioni trite e ritrite, diranno alcuni di voi, ma basta soffermarsi sugli eventi che questa etichetta organizza (purtroppo solo in loco) per capirne il reale valore: concerti di artisti del calibro di Kid606, festival con proposte sonore che spaziano dall’elettronica all’acustica e alla ricerca con Jah Wobble, Janek Schaefer, Oxbow, Leafcutter John, Devendra Banhart.

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