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Noto + Sakamoto = minimal + minimal

Doppia data per il concerto di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto all'Accademia tedesca di Roma. Luoghi e suoni si incontrano per il nuovo capitolo della fortunata collaborazione tra Carsten Nicolai e uno degli sperimentatori della musica contemporanea minimale più importante degli scorsi decenni. Nel 2002 'Vrioon', il loro primo esperimento, ha lasciato una pietra miliare lungo la strada della contaminazione tra generi apparentemente lontani. I concerti del 20 e 21 maggio presenteranno l'ultima produzione: 'Summvs', nella cornice fortunata di Villa Massimo a Roma.
http://www.villamassimo.de/it/demnaechst/index.html

idm

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51beats new release: edPorth: "Key Black"

51beats è onorata di presentare al mondo un capolavoro, il nuovo lavoro di edPorth: "Key Black", come sempre in download gratuito con licenza CC sul sito della label: http://www.51beats.net/51bts033.html

Nicolo Arpinati's picture

James Holden - The Idiots Are Winning (Border Community)

Se i My Bloody Valentine avessero deciso di impugnare synth e drum-machine o di sedersi dietro ad un mac... Se i Boards Of Canada avessero registrato chiusi nel cesso di una discoteca mentre tiravano di speed... Se Aphex Twin un mattino si svegliasse e decidesse di diventare un bravo ragazzo... Ecco come suona questo ep (piuttosto lungo per essere veramente un ep) di James Holden, nella attesa del vero disco d’esordio nei primi mesi del 2007, giovanissimo producer londinese d’ambito progressive house e boss della neonata Border Community. Un lavoretto meraviglioso, straripante di intuizioni. Naviga ispirato tra terrore techno, caldo ambient e irresistibili divagazioni ballerine tra house e ritmiche sincopate. Lump è come entrare in un incubo altrui e restare a guardare tra stupore e timore.

Brendax's picture

Homespun - When I was the first man on the moon (Soffici)

L'opera prima di Homespun, al secolo Francesco Prosperi, 'When I was the first man on the moon' si compone di 7 tracce tra glitch e drill di chiara matrice warpiana. Non si fatica a riconoscere il messaggio rielaborato del primo Squarepusher ('32 million people listening in on radios'), ma c'è anche Richard D. James ('Floating Leaf Station') e Boards of Canada (ovunque). Ottimo per sonorizzazioni, 'When I was...' è un buon disco da dietro le quinte: l'impasto pieno dei suoni, l'impianto corale e l'accento limitato sulle batterie lo rendono un ottimo compendio all'immagine in moto. Se non ascoltato al dovuto volume, infatti, chiede a gran voce la comparsa di un protagonista (tanto è vero che tre tracce del disco sono state utilizzate in uno strano documentario sulla crionica intitolato 'Immortali').

Giovanni Linke's picture

Tom Burbank - Famous First Words (Planet Mu)

Se, chiudendo gli occhi, provaste a immaginare la colonna sonora di un imminente futuro, a cosa mai somiglierebbe?

Brendax's picture

Songraphie - Toys (Zymogen)

Songraphie è il nome d’arte dei due sound producer moscoviti Ilya e Paul Bocharov, già impegnati con la loro net label Otium, e qui pubblicati dalla giovane e virtuosa Zymogen, etichetta italiana orientata all'ambient, al riduzionismo glitch e alla sperimentazione, oltrechè collegata alla portoghese Testtube, la netlabel a cui collaborano Alva Noto e Francisco Lopez.

Luca Galli's picture

Clark - Body Riddle (Warp)

Giunto al terzo album Chris Clark compie un’evidente maturazione sonora. Lasciata alle spalle una materia IDM/drill’n’bass ormai stantia, l’artista inglese disegna un suono meglio organizzato e rifinito nei dettagli. A guadagnarne sono stratificazione e stesura dei suoni, ora calibrati adeguatamente tra partiture di synth, carillon melodici di tono acuto, percussività liquide, tensioni ritmiche e salde linee di basso. Una stesura capace di deformarsi mantenendo un filo conduttore costante che rende ogni traccia intrigante. Si prendano come esempio la metrica hip hop fluente tra le grasse scie analogiche e gli archi di Tad; Her Barr che muta da una dimensione sognante a taglienti fraseggi industrial o le vorticose melodie in Herzog. Il suo lavoro migliore.

Luca Galli's picture

Bola - Shapes (Skam)

Poco dopo l’uscita di “Soup”, Darrell Fitton aka Bola pubblicò su white label un triplo 12” in sole 300 copie. Quei 6 brani, poi accreditati a Bola, oggetto di culto per collezionisti, oggi vengono rimasterizzati e ristampati, con l’aggiunta di tre nuove tracce, per formare “Shapes”. Il suono è una miscela di digitalismo onirico post Artificial Intelligence pervaso da un senso di profonda organicità. Una splendente geometria melodico/ritmica muove sinuosa con atmosfere orchestrate tra bolle e liquidi (Squib (Nuclear)), techno break ossessivi (Serge2 (Octogon)), orbitanti movimenti in gravità zero (Forcasa2.2 (Oval)), balbettanti bleep’n’beats come intagliati (Ballast (Triangle)). Un suono vivido che apre uno squarcio tra presente e passato.

Brendax's picture

Kazumasa Hashimoto - Gllia (Noble Records)

Al suo esordio con l’album incantato ‘Yupi’ in molti avevano paragonato lo spirito compositivo di Kazumasa Hashimoto ai nomi illustri di Steve Reich e Michael Nyman. Il giapponese, forse ancora fresco dell’impeccabile formazione acquisita al Tokyo College of Music, imprimeva gioiosi fiotti di energia a suoni spesso familiari e cupi. Hashimoto continua a suonarsi da solo gli strumenti (piano, violoncello, violino, flauto, batterie e chitarre) e a giocarci insieme con l’estro del momento. Ma ora, rispetto anche al secondo album ‘Epitaph’, si aggiungono marimba, vibrafono, clarinetto e tanti altri barbatrucchi digitali. Il suono è riverberato al punto che solo la batteria si distingue dall’insieme. Il nostro è un navigato produttore e tecnico del suono, gioca di fino con una gamma ampissima di rumore bianco che riempie gli interstizi delle armoniche ripetute.

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Ether - Intimo Personelles (Mousiké Lab)

Gli Ether nascono come duo, gli italianissimi Andrea Bacali e Andrea Masi. Dalla metà degli anni novanta sperimentano insieme i territori dell'elettronica d'avanguardia. Dopo una serie di apparizioni in progetti musicali locali, il debutto del nome Ether arriva nel 2001 con l'autoproduzione "Tree of Porphyry". L'arrivo nel progetto del dj Francesco Bigazzi allarga le vedute degli Ether che iniziano la collaborazione con la label napoletana. Inseriti nella compilation"Condominium" ed inframmezzando l'EP "Quasi Quasar" su PersistenceBit, si arriva duqnue ad "Intimo Personelles". Questo è il loro esordio su Mousiké Lab, un disco che conferma la completa maturazione artistica del duo toscano. Le tracce sono undici, undici episodi che racchiudono tutto il loro background artistico. Mescolano, ristrutturano, sperimentano, elaborano le combinazioni sonore che la musica elettronica può offrire.

Luca's picture

Bitstream - Domestic Economy 7 (Modern Love)

A volte succede che mi perda qualcosa per strada. Non conoscevo i Bitstream fino ad un paio di mesi fa, poi sulla scia di Secret Frequency Crew e Andrea Parker è saltato fuori il loro nome, ho comprato il loro primo cd e mi sono reso conto che la loro musica è esattamente quello che le mie orecchie vogliono sentire. Electro non convenzionale, suono molto raffinato, influenze hip hop e idm e una quantità abnorme di bassi. Sono riuscito a saltare sul vagone dei fans appena in tempo per l'uscita del primo album vero e proprio (il primo cd, One Third Standard Lux, è una raccolta di tracce provenienti da vinili). Un disco che esprime in maniera ancora più convincente lo stile ascoltato in precedenza: come introduzione vengono presentate un paio di tracce veloci e melodiche, di impronta idm, una sorta di Bola o Phoenecia molto più breakkati e ballabili.

Brendax's picture

Keef Baker - The Widnes Years (n5MD)

C’è un po’ di tutto nell’album di esordio del britannico Keef Baker, un concentrato di idee, citazioni e tecnicismi tra i più disparati, si passa dai piano sequenza atmosferici (in ‘Castrovalva’ ci sono pure i cori epici) all’ammiccamento per il noise (‘Calmed Robbery’). Ne risulta un album ricco per portata emotiva in pieno filone IDM (‘Runt’), con saliscendi ciclotimici tra esaltazioni da fiato corto e dilatazioni dello spleen metropolitano. L’altra faccia della medaglia è breakcore in stile drill'n'bass e parla forse della mano più pesante del musicista, palmo meticoloso che ricerca l’effetto accelerato, denso e complesso per accumulazione di suoni. Il merito va alla perizia con cui viene gestita la frizione ritmica presente in tutte le tracce; operazione lontana dal gusto corrotto di certi che ci vogliono sempre mettere il carico da 90.

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AaVv - Click & Cuts 4 (Millepleteauxmedia)

Uscita da qualche mese questa compilation della Milleplateaux merita un po' di attenzione. "Click & Cuts" è il prodotto di quel modo di definire la musica un sound design, un'immagine sonora. I 'click' e i rumori una volta venivano tenuti lontano dai supporti musicali, ora prendono forma e diventano essi stessi musica, una rivoluzione silenziosa che tende ad imprigionare le frequenze e a comandarle secondo il proprio volere. Questa compilation non descrive storie, non evoca niente, non rimanda a qualcosa di preesistente, si limita a tracciare linee sonore senza bisogno di dare loro un significato, puro e semplice suono. "Click & Cuts" è un documento aperto di musica elettronica dove gli artisti si limitano ad integrare quello che già è stato con strutture sempre più irrazionali. Ci sono gli esperimenti funky di Frank Elting o MicroNost, le sperimentazioni di Eight Frozen Modules, Hakan Libdo, Jay Haze o le visionarie strutture di Twer e Tilman Ehrhorn.

Giovanni Linke's picture

Machine Drum - Bidnezz (M3rck)

Non so voi, ma a me la M3rck e’ iniziata a piacere davvero solo nel secondo semestre del 2004, più precisamente, da quando sono usciti degli album fantasmagorici, al ritmo di due al mese. Prendiamo ad esempio il nuovo lavoro di Machine Drum (al secolo Travis Stewart): a poco tempo di distanza dall’interessante ‘Salmataxia’ (sempre Stewart al banco, ma con l’alias di Syndrone), esce ora ‘Bidnezz’, che in men che non si dica va a collocarsi tra lavori migliori prodotti dall’artista fino ad ora. Se considerate che il debutto del 2001 (‘Now You Know’) aveva fatto spendere parole grosse COSI’ a giornalisti e ascoltatori, muovendo paragoni ingombranti quanto legittimi (Autechre, Prefuse 73 e B.O.C.), allora potrete farvi un’idea di cio’ che ‘Bidnezz’ sa regalare in 22 tracce.

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Erdem Helvacioglu - A Walk Through the Bazaar (Locust Music)

L’idea della serie “Met Life” dell’etichetta di Chicago Locust Music (impegnata nella promozione di ‘infestious electronic music’) è quella di affidare a musicisti di geografie disparate il compito di registrare la realtà cittadina e di rimodellarla secondo i criteri della musica elettronica. Il collettivo argentino Reynols era stato cooptato per il terzo volume della serie, utilizzando le registrazioni di un cantiere di Buenos Aires. Il quarto volume, che andrà in ristampa l’anno prossimo per la stessa etichetta, in quanto già esaurito, è stato affidato al turco Erdem Helvacioglu, che da Istambul ha fatto rimbalzare le voci del souq cittadino, e infatti l’album s’intitola ‘a walk thorugh the bazaar’: telefoni, rombi, frenate, schiamazzi e brusii più sottili (ma anche telefoni cellulari che squillano ogni due per tre) per la prima delle due tracce.

Vittorio Marozzi's picture

DSP - Taste (Inflatabl)

L’ungherese Tamas Szoke lascia per un attimo da parte il progetto pop del duo Golden Army per concentrarsi su suoni di chiara matrice elettronica, senza perdere quel senso ludico e quell’autoironia propri del suo approccio alla musica. Eccolo quindi trasformarsi in HDJ Tom e pubblicare un album per la Inflatabl di Matt Haines aka Ripp Off Artists. Taste e' un breviario di ricette per 15 portate technocommestibili, 15 portate disposte in 55 minuti di clicks e glitches croccanti e ripieni che lasciano pregustare pasti saporiti ma anche ad alto contenuto calorico. La sintassi sonora del disco risulta spesso prolissa negli effetti, anche se, a ben riflettere, questa musica funziona finche' la si prende come un divertissement e in diversi episodi (il click-funk di ‘Fresh, Pure, Economical’) riesce anche a stupire per dinamicita'. Forse un corso di cucina ayurvedica potrebbe giovare alla creativita' del produttore ungherese.

Luca's picture

Plastic Violence - Immaterial 2 (Death Paradise)

Non sono certo il piu' esperto in materia di microsuoni su Basebog ma dato che questo CD e' finito in mano mia e cerchero' di farvi capire quanto possano essere interessanti progetti al di fuori della normale distribuzione. Il packaging essenziale e il formato CDr fanno sempre pensare a lavori acerbi, ma ascoltando Immaterial 2 ho la sensazione che il duo italiano si sia parecchio impegnato. Come riferimenti e termini di paragone potrei usare qualche giapponese tipo Sachiko M ed etichette come Mego e Raster Noton (ne esistono sicuramente di piu' precisi e calzanti). Il territorio e' quello dei suoni infinitesimamente corti, alte frequenze perforanti e ticchettanti, respiri ambientali di sottofondo e bassi nascosti. Il ritmo e' irregolare e sembra nascere quasi per caso dall'incontro di frequenze che si incrociano, come in Pseudo Use. D'altro canto Sensational verso il finale esplode con percussioni noise di rilevante spessore, diventando facilmente la mia traccia preferita.

Vittorio Marozzi's picture

Aa.Vv. - Two Point Two (12K/Line)

Di nuovo un'emissione in grande stile per la canadese 12K di Taylor Deupree che, in collaborazione con la sub-label Line, assembla un doppio digipack per una mole di materiale davvero impressionante. Dentro artisti di entrambe le label e non solo, alternati rispettivamente in 2 differenti supporti digitali. Ben 21 manipolatori, piu' o meno conosciuti, per un altrettanto numero di tracce inedite, tutte ruotanti attorno a stilemi ambient e ad un’idea di suono tra le piu' avanzate in circolazione.

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Longstone - L.I.F.E. SPAN/ (Black Bean / Placenta)

Quinto album per i Longstone. Dopo cinque anni di trascorsi che hanno visto Mike Ward registrare per la Spage Age dell'ex Spacemen 3 Sonic Boom, esibirsi al C.M.J Festival di New York, collaborare con Will Sergeant degli Echo & the Bunnymen e inondare costantemente l'etere con l'elettronica complessa dei suoi precedenti lavori grazie alla BBC Radio One e John Peel, i Longstone tornano ancora una volta a ribadire che la loro musica proprio non se la sente di prendere direzioni specifiche. L.I.F.E.SPAN/, licenziato dalla americana Black Bean and Placenta e distribuito in Europa dalla Ochre, propone dieci tracce semplicemente numerate che si snodano senza soluzione di continuita' forse proprio per un semplice, oggettivo motivo: impossibile etichettare il magma elettronico che ora implode, ora deborda ora si consolida per brevissimi istanti in configurazioni experimental-sintetiche a tutto campo.

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AaVv - Fractured Reality (Minus Habens)

La label fondata da Ivan Iusco, mente dei Nightmare Lodge (progetto electro-noise-industrial per il quale la Minus Habens costituiva, almeno agli inizi, poco piu' di una forma di autoproduzione) festeggia i suoi quindici anni di attivita' con un magnifico sampler che chiama a raccolta molti dei nomi con i quali la label nostrana e' stata in qualche modo connessa. Lungo il cammino evolutivo che da Lassigue Bendthaus o Clock DVA ci ha portato alla frammentazione degli attuali vagabondaggi digitali di un Susumu Yokota o di un Laurent Garnier (entrambi presenti nel disco), la Minus Habens ha fiancheggiato sempre ad altissimi livelli ogni deviazione e ogni punto di rottura dell'elettronica dei passati tre lustri. Ecco perche' acquista particolare importanza da questo punto di vista il titolo del sampler in questione: 'Realta' Fratturata'.

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AaVv - Blue Skied An' Clear (Morr Music)

Per festeggiare la trentesima release al proprio attivo, l'etichetta berlinese Morr Music decide di pagare i debiti di riconoscenza con uno dei gruppi piu' noti e bistrattati della scena shoegaze: gli Slowdive. Lo shoegaze (o dream pop, termine caro ai revisionisti) e' stato un fenomeno prettamente inglese, che nei primi anni '90 ha vissuto un breve periodo di splendore. Il termine fa riferimento al vezzo di suonare questa musica eterea, sognante e a tratti decisamente noiosa, tenendo il capo chino, teso a studiare con vivo interesse il proprio piede. Affascinante, non trovate?

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