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Noto + Sakamoto = minimal + minimal

Doppia data per il concerto di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto all'Accademia tedesca di Roma. Luoghi e suoni si incontrano per il nuovo capitolo della fortunata collaborazione tra Carsten Nicolai e uno degli sperimentatori della musica contemporanea minimale più importante degli scorsi decenni. Nel 2002 'Vrioon', il loro primo esperimento, ha lasciato una pietra miliare lungo la strada della contaminazione tra generi apparentemente lontani. I concerti del 20 e 21 maggio presenteranno l'ultima produzione: 'Summvs', nella cornice fortunata di Villa Massimo a Roma.
http://www.villamassimo.de/it/demnaechst/index.html

INTERVIEW

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Intervista a Maztek per Knowledge Magazine Uk

Tratto da knowledge magazine Uk
La scena drum & bass europea continua a crescere, portando una serie di nuove etichette e di artisti alla ribalta e contribuendo a plasmare il futuro del genere.

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Sigmatibet

Oggi i Sigmatibet (duo storico degli anni '90) tornano in gioco con un ep di chiaro stampo techno/trance uscito oggi per Machine Jockey Rec. Qui di seguito una breve intervista fatta pochi giorni fà con loro:

D : Dopo 5 anni dall'ultimo intenso lavoro "Different World" ( EMI Music ), Con quale approccio vi rimettete in gioco? quali sono i vostri nuovi obbiettivi?

R : Per noi questo nuovo lavoro rappresenta un punto di arrivo e un punto di partenza. Dopo molti anni di strada nella quale abbiamo sperimentato tanti linguaggi, questo è un po’ un ritornare a casa, con l’entusiasmo, la freschezza e lo spirito che solo il liveset e il club possono dare.

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Great Stuff: Rainer Weichhold

Great Stuff Great Stuff ha da poco compiuto i suoi primi cinque anni di vita. Numerose produzioni di singoli/ep e una decina di album hanno visto alternarsi produttori tedeschi quali Luetzenkirchen, Butch, Gregor Tresher a cui vanno aggiunti gli inglesi Coburn, gli islandesi Gus Gus fino ad arrivare ai nuovi talenti Ramon Tapia e Mihalis Safras.
Abbiamo fatto il punto con Rainer Weichhold, label manager e A&R dell'etichetta bavarese.

1. Great Stuff ha appena compiuto cinque anni, puoi raccontarci come è cominciato tutto?
Tutto è cominciato cinque anni fa, quando il dj tedesco Tomcraft e due amici hanno deciso di dare il via ad un'azienda nuova e diversa che incorporasse un'etichetta, un'agenzia di management, un'agenzia per i booking, propri studi di registrazione e produzione di video/film.

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Secretsundaze: Giles Smith e James Priestley

1. Parliamo del party “Secretsundaze”. Come è cominciato tutto?

Giles: Secretsundaze è iniziato grazie a quattro amici. Con 3 dj resident e un altro membro, Kristophe, che si occupava della produzione. Al tempo non era niente di più che il desiderio di voler fare qualcosa per noi stessi e suonare la nostra musica a persone e amici che avessero i nostri stessi gusti musicali. Il giorno, la domenica, è stato scelto inizialmente (credeteci o no) in modo del tutto accidentale in quanto unico giorno disponibile del posto che avevamo scelto. Il luogo (The Loft Room al 93 di Feet East in Brick Lane) ci piaceva particolarmente e non era disponibile venerdì o sabato. E’ spuntata allora l’idea di un party pomeridiano anche per via della terrazza che possiede. Confidando nel buon vecchio tempo britannico abbiamo pensato che poteva essere una buona idea mantenere questa vibrazione solare dell’estate.

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Marcin Czubala (Mobilee Records)

Marcin Czubala ha da poco pubblicato l'album "Chronicles of Never" sull'etichetta berlinese Mobilee Records. Sebbene impegnato nella promozione e nel tour del disco, l'abbiamo raggiunto per parlarne brevemente.

1. Marcin, partiamo da "Chronicles of Never", prima fatica su Mobilee.
Sì, ho impiegato circa otto mesi per completare tutte le dieci tracce. Ho potuto lavorare senza pressioni o precise scadenze. Dopo aver completato cinque/sei pezzi abbiamo deciso di fissare una data per pubblicare l'album e nei rimanenti tre mesi ho finito realmente l'album.

2. Qual è il significato dell'album?
"Chronicles of Never" sta per cronache da un luogo immaginario. Servono a dare all'ascoltatore determinate frequenze che permettono di aprirgli la mente e condurlo in una sorta di viaggio.

3. "Alibi Room" sembra essere una sorta di suite divisa in due parti e sembrerebbe essere il centro dell'album. Che cosa è successo in quella stanza? Dove hai preso le voci?

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Ellen Allien

Ellen Allien è ormai una star riconosciuta nel panorama elettronico internazionale.
Affermata musicista nei dischi in proprio e nelle varie collaborazioni, carismatica leader della sua etichetta Bpitch Control, dj instancabile nei club più prestigiosi, Ellen è riuscita a trovare il tempo anche per una sua linea di moda.
In questa lunga intervista l’artista tedesca ci ha parlato del suo ultimo album "Sool", di musica e, appunto, di moda.
Peraltro, Ellen Allen sarà protagonista Sabato 8 Novembre dell’evento conclusivo dell’ottava edizione del festival “Club to Club” a Torino con un dj set di 3 ore.

1. Ellen, partiamo da “Sool”, il tuo album uscito nel corso del 2008. Quanto tempo hai impiegato per completarlo?

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Gaiser

Dopo l'uscita dell'album "Dear Painter" del compare di etichetta Heartthrob anche Jon Gaiser pubblicherà il prossimo mese il suo primo album. Abbiamo fatto una breve chiacchierata con Jon per sapere più nel dettaglio come si muove nello studio di produzione e cosa ci dobbiamo aspettare da "Blank Fade". Possiamo sicuramente annunciare che lo stile sarà sempre una techno minimale dal sapore dark. Qui di seguito la breve intervista.

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Anja Schneider (Mobilee)

Abbiamo incontrato Anja Schneider qualche tempo dopo la pubblicazione del suo album di debutto “Beyond The Valley”. Anja si è dimostrata gentile e molto simpatica, una persona solare dotata di un fascino non comune. Abbiamo parlato dell’album, del suo programma radiofonico, dei progetti della sua etichetta Mobilee e di molto altro.

1. Anja, oltre al programma radiofonico, all’etichetta, alle serate come dj, hai trovato il tempo per un album. Come riesci a gestire tutto questo?
Ogni cosa dipende in qualche modo dall’altra. In tutta onestà, non rappresenta un lavoro per me, si tratta di una forte passione. Amo fare radio, amo occuparmi della mia etichetta e amo fare la dj. Fortunatamente non ho mai avuto pensieri del tipo: “Mio Dio, devo preparare il mio programma radio e poi correre in studio”. Tutto quello che faccio, viene fatto con grande professionalità ma nello stesso tempo con grande passione.

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Shonky (Freak n'Chic)

Dopo aver pubblicato singoli su etichette prestigiose, il giovane produttore parigino, da poco trasferitosi a Berlino, Olivier Ducreux, meglio noto come Shonky, ha da poco pubblicato l’album di debutto “Time Zero”. Lo abbiamo intervistato.

Ciao Shonky e grazie per l’intervista. So che sei in tour e quindi, attualmente, non hai molto tempo.

1. Partiamo subito dall’album. Quanto hai impiegato a completare “Time Zero”?
Ho lavorato all’album per circa un anno. Ho sviluppato l’idea di un progetto in cui ogni traccia avesse qualcosa di interessante. E’ difficile avere una visione precisa a priori ed è sempre interessante improvvisare ma sapevo, tuttavia, in quale direzione volevo dirottare il lavoro.
Inoltre, molti pezzi sono stati completati nello studio Freak n’Chic. E’ stato bello lavorare in modo professionale, decisamente meglio rispetto al mio studio personale.

2. Cosa mi dici del titolo? Cosa significa “Time Zero”?

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Francisco

Qualche settimana fa grazie ai ragazzi di People, abbiamo incontrato Francisco, alias Francesco De Bellis, vero protagonista della scena elettro-disco romana con i suoi progetti Pigna People in compagnia di Marco Passarani e Jolly Music (già collaboratori di Erland Oye/Kings of Convenience).
Francisco si è imposto come uno degli artisti più poliedrici che il panorama produttivo dance italiano abbia mai incontrato, grazie anche al suo progetto solista caratterizzato da un suono fresco e frizzante, fatto di elementi della disco italiana più evoluta, della groove house stile Chicago e old school funk. Ha inciso per 2020Vision e Klakson, remixato artisti come MANDY, Munk e Chloè, ed è stato selezionato per il primo capitolo della saga Body Language.
Prima della sua performance al Sottomarino Giallo di Milano, abbiamo avuto modo di fare un bella intervista.

Antonio Di Gioia's picture

Coburn

1. Quando e come sono nati i Coburn? Cosa puoi raccontarci dei vostri inizi?
Ci siamo incontrati per la prima volta a un festival dance estivo a Parigi intorno al 1999 ma ci siamo rivisti a Londra solamente nel 2002. In quella occasione abbiamo parlato a lungo di musica e abbiamo deciso che avremmo dovuto provare a fare qualcosa insieme in studio, dato che avevamo idee musicali molto simili. Sembrò funzionare da subito e in poco tempo i Coburn divennero il progetto a cui dedicare la maggior parte delle nostre energie.

2. Quanto avete impiegato a completare il vostro album di debutto?
Secoli! L'album potrebbe essere visto come un raccolta di tutte le nostre idee avute nell'arco di un paio di anni.
Tuttavia, detto questo, abbiamo poi frammentato il tutto e lo abbiamo ricomposto di nuovo, nel giro di qualche mese, con un senso generale.

3. Quanto c'è di biografico nell'album?

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Apparat

La sua attività da producer, rimasta per anni nell'ombra a causa di uno stile non propriamente dance, ha trovato modo di esplodere soltanto nel 2006 grazie all'album "Orchestra Of Bubbles" prodotto insieme all'amica Ellen Allien (che già qualche anno prima aveva mostrato un debole per la sua musica pubblicando una manciata di e.p. sulla propria BPitch Control). Il successo è mondiale e le tracce di "Orchestra Of Bubbles" arrivano lì dove sarebbero dovuti sbarcare anche i precedenti lavori, esaltati dalla critica ma scarsamente considerati dal pubblico. Sull'onda della miscellanea nata dalla vivace intersezione tra elettronica, idm, glitch, techno e qualche accenno di musica classica, arriva il nuovo album, "Walls", con cui il tedesco s'appresta a girare (e conquistare definitivamente) il mondo.

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Damero

Ciao Damero e grazie per quest'intervista. Considero il tuo album di debutto "Happy in Grey" l'inizio di qualcosa di molto interessante e confido nel fatto che ci saranno tempo e modo per continuare l'ottimo inizio. A proposito, come è cominciato tutto? Ho cominciato a scrivere le mie canzoni nel 2004. In precedenza, ero concentrata sulla musica classica (sono una cantante classica diplomata). Ho fatto molti "recitals" e concerti accompagnata da orchestre da camera. In seguito, ho deciso di fare qualcosa di diverso e ho comprato il mio primo laptop. Szary dei Modeselektor mi ha aiutato passandomi alcuni sample e suoni e, da lì, ho cominciato a sperimentare.

Emanuele Treppiedi's picture

Felix Krocher

Fex Krocher nelle votazioni annuali di Ravelines (2006) si è piazzato
# 2 - Best DJ National
# 1 - Newcomer
# 3 - Best Compilation
e nell'arco di pochi anni si ha ragiunto una popolarità tale da permettersi tour in giro per il mondo.
I suoi set sono molto "giocosi" è una techno che cresce costantemente senza diventare mai troppo dark o noiosa.
Abbiamo avuto il modo di far due chiacchere con lui prima della serata al Tunnel di Milano.

1. Hello Felix, è un piacere averti qui in Italia e poter scambiare con te due chiacchere! Sei molto giovane hai 23anni, parlaci di come è avvenuto il tuo incontro con la musica elettronica..

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Robert Hood

Raccontaci qual’è stato il tuo primo incontro con la musica elettronica, parlaci un po’ del tuo background musicale, cosa ascoltavi quando eri giovane…
Sono cresciuto nella motown Detroit. Da ragazzo ascoltavo molta radio, in particolare seguivo la soul music: Temptation, Marvin Gaye, Jackson 5, Curtis Mayfield. Tutti questi sono artisti neri, ma a Detroit si ascoltava anche Elton John, David Bowie: c’erano radio che trasmettevano solo musica “nera” e altre che trasmettevano musica “nera e bianca”. Ho sempre voluto essere coinvolto nella musica e nell’ arte e penso che questo venga da mio padre che era un musicista jazz di piano, tromba e batteria ed era anche un illustratore. Credo proprio che l’amore per la musica sia dovuto a lui.

Chi sono i principali artisti che ti hanno influenzato?

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Dave Tarrida

Quali saranno - a tuo parere - gli sviluppi della scena elettronica mondiale? Saranno diversi per ogni paese. E’ stata monotona per molti anni ed ora sta diventando più facile e quindi sempre più grande. D’altra parte in Germania ed Inghilterra, dove la scena è già presente da molto tempo la techno sta andando giù, mentre in paesi come la Spagna sta avendo un’ascesa veloce ! Tutto è un circolo (everything goes on circles)... prima va. poi viene, poi va.

Qual è la scena odierna in Inghilterra? Hip Hop & Electro, DubStep/2step

Pensi che si possa creare un nuovo tipo di musica? No Non credo . Tutto è un miscuglio di più generi diversi. La newtechnology ha portato la musica nuova. Ora non c’è una nuova cosa che produce nuova musica!

Pensi che si possa arrivare ad un appiattimento? No La musica è una “personal choice” e la tecnologia porta alla “open mind”.

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Tiefschwarz

Quando e dove sono nati i Tiefschwarz? Puoi raccontarci qualcosa dei vostri inizi?Tutto è nato di ritorno da una data in Svizzera quando io e Basti, parlando in auto, abbiamo deciso che avevamo bisogno di un nuovo nome per il nostro progetto. Abbiamo realizzato che volevamo un nome tedesco e abbiamo cominciato a fare dei tentativi con il nostro cognome Schwarz, volevamo un nome che esprimesse quello che più ci piaceva in musica. Eravamo innamorati della deep house: "deep" in tedesco si dice "tief" e "schwarz" significa "nero". "Deepblack" suonava bene: erano nati i Tiefschwarz.

Quali erano le vostre influenze, non solamente musicali? Che tipo di background avevate? E' un discorso lungo e complesso. Ti posso dire che eravamo, e siamo, interessati a molte cose. Bisogna sempre essere curiosi, "open-minded" e interessati alla vita: possiamo dire che la vita rappresenta per noi una grande influenza.

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Dan Ghenacia

Durante la sua esperienza da dj resident (durata dal '89 al 2001, dopo continuato a suonare una volta al mese, il sabato, fino al 2004) i che i clubber più incalliti si mescolavano ai dj che avevano appena finito di lavorare e pure con chi doveva davvero andare a dormire. Nel 2001 Ghenacia ha iniziato a portare il suo sound fuori dai confini francesi, suonando al Fabric (Londra), al Secret Sundaze (Londra), al Tenax (Firenze), al Back to Basics (Leeds), facendo anche ballare party a Berlino, Barcellona, Mosca ed altri ancora. Nel 2004 ha iniziato poi un'altra esperienza come resident, questa volta a Le Zebre, un vecchio teatro nella zona est di Parigi. Dopo la serata al Fluid il 13/01, per chi volesse ascoltarlo a casa sua, a Parigi, è ripartita la residenza mensile della sua label 'Freak n´Chic' a Le Zebre. I prossimi party sono domenica 14 gennaio, dalle 19 alle 2 del mattino. In console: Dan Ghenacia, Jaimie Jones and Shonky.

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Lanoiraude

1. Ciao Arnaud e grazie per questa intervista. Partiamo dall’album.
Cosa significa il titolo "Safari through unusual layers"?
Si tratta di un viaggio attraverso differenti influenze, vibrazioni e stili musicali. E’ una sorta di viaggio dai sotterranei al cielo, dalle città alla campagna.

2. Quanto c’è di biografico in questo album?
La prima traccia “Les yeux secs”, ad esempio, parla della fine di un rapporto sentimentale. Significa che chi decide di troncare una relazione per primo, di solito affronta la realtà con “occhi asciutti”, senza dolore o rimpianti. “Mbife”, cantata da Fania, è invece un richiamo d’amore africano per coloro che ancora credono nell’amore.
Ho anche avuto qualche problema con la polizia l’anno scorso nel corso degli scontri a Parigi....e ti lascio immaginare a cosa alludono gli altri titoli.

3. Quanto tempo hai impiegato per completarlo?
Circa un anno, ma devo ammettere che sono un po’ lento..

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Gus Gus

Cosa è successo in questi ultimi 5 anni, dalla pubblicazione di “Attention”? Come avete trascorso questo tempo? [Ride..] Cosa non è successo potrebbe essere la domanda corretta. L’unica cosa che non è successa è la pubblicazione di un album. Ma abbiamo avuto figli, fatto più musica, prodotto musica per altri, cambiato studio, cambiato casa, frequentato party, fatto i dj in giro per il globo e fondato la nostra casa discografica.

Quanto tempo avete impiegato in totale per completare “Forever”? So che era già pronto lo scorso giugno. Che cosa è successo in seguito? “Forever” era più o meno pronto già nel 2004, ma c’erano cose su cui bisognava lavorare ancora prima di procedere alla pubblicazione. “Moss”, invece, è stata finita solamente nel giugno 2006, quindi penso che, in fondo, stavamo proprio aspettando quella canzone [ride].

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