Brendax's picture

Noto + Sakamoto = minimal + minimal

Doppia data per il concerto di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto all'Accademia tedesca di Roma. Luoghi e suoni si incontrano per il nuovo capitolo della fortunata collaborazione tra Carsten Nicolai e uno degli sperimentatori della musica contemporanea minimale più importante degli scorsi decenni. Nel 2002 'Vrioon', il loro primo esperimento, ha lasciato una pietra miliare lungo la strada della contaminazione tra generi apparentemente lontani. I concerti del 20 e 21 maggio presenteranno l'ultima produzione: 'Summvs', nella cornice fortunata di Villa Massimo a Roma.
http://www.villamassimo.de/it/demnaechst/index.html

techno

Exprezoo Records's picture

[EXP016] Roberto Bardini - Raw Pieces Part 1

EXPREZOO digital release
EXP016
Artist: Roberto Bardini
Title: Raw Pieces Part. 1

Release Date: September,16

1. Hate Me
2. Hate Me (MuteOscillator Fairy Tail Remix)
3. Waiting For Powder

Si fa presto a dire "house": dietro una sola parola c'è un intero mondo, fatto di persone, storie, sensazioni e sfaccettature.
E' praticamente impossibile racchiudere tutto un mondo in un disco solo, ma in "Raw pieces part 1" ci sono contemporaneamente molti degli infiniti microcosmi che costituiscono l'universo house: se "Hate me" infatti ne cattura il mood festoso e con le mani al cielo, il remix di Muteoscillator invece è un'istantanea dell'anima nera e sexy di grandi artisti come Larry Heard e Moodymann.

roman_tech's picture

Leo Anibaldi - Cannibald Mix 001 (cann009)

Leo Anibaldi seleziona 15 tracce dal catalogo della sua ultima creatura, la Cannibald Records, in un'ora di mixato continuo, realizzato nel suo studio - vecchia maniera, con piatti e mixer e il suo stile da turntablist inconfondibile. In attesa del suo nuovo album sperimentale, in fase di mastering e presto in arrivo, Leo fa il punto della situazione con questa compilation mixata, che mostra la solidità del sound della label con l'avvicendarsi delle nuove release e l'allargarsi del rooster degli artisti.

www.cannibald.com
cannibald.wordpress.com
www.beatport.com/label/cannibald

ipologica's picture

Miquel Salla IPO//015

Debutto su Ipologica Rec. dello spagnolo Miguel Salla, per un due tracce di deep techno moderna e dalle derive dubby. La label romana gestita da Fabio Sestili e Giulio Maresca, distintasi per produzioni ambient, sperimentali e a rasoterra con il dancefloor più introspettivo, approda in Spagna con "Thinger Man" e "Underthewater", due tracce legate da un trait d'union ben chiaro: la produzione digitale, Ableton Live e il post-minimalismo degli anni Dieci. Un sound avvolgente, accordi dub e bassi che rotolano: la forma ambientale di Miguel Salla si emancipa presto detto in un caldo plaid per la domenica pomeriggio, afterhours sotto un sole d'aprile, la sbornia del weekend che non vuole passare. Molta cura nei dettagli, qualche guizzo verso l'alto, personalità ancora da formare, ma la stoffa c'è tutta e in queste due tracce abbiamo di che godere.

Antonio Di Gioia's picture

Ben Klock - One (Ostgut Ton)

Ben Klock, insieme a Marcel Dettmann, all'etichetta Ostgut Ton e ad un club rappresentativo per tutti gli appassionati quale il Berghain/Panorama Bar di Berlino (dove Klock si esibisce regolarmente in lunghe maratone dietro al mixer), rappresenta nel 2009 lo stato di salute del suono techno berlinese/europeo, così come nel 2008 lo aveva rappresentato il debutto di Shed sulla stessa etichetta.
Uno stato di salute ottimo tastato il polso di "One", album d'esordio del produttore tedesco che arriva dopo anni di sperimentazioni e poco più di una decina di singoli. Una lenta e costante ricerca sonora che lo ha portato a elaborare un proprio suono ma soprattutto a meditare e selezionare le uscite (dote non comune al giorno d'oggi), meritandosi rispetto e accrescendo nel tempo una reputazione internazionale.

Antonio Di Gioia's picture

Shonky - Time Zero (Freak n'Chic)

Debutto su lunga distanza per il giovane produttore parigino, attualmente residente a Berlino, dopo alcuni singoli pubblicati su etichette quali Freak n'Chic, Mobilee e Crosstown Rebels (alcuni dei quali pubblicati con Jennifer Cardini). Il suono disegnato da Shonky nel corso di questi anni è un suono compatto, avvolgente, fortemente ipnotico che tanto deve ai maestri della scuola di Detroit quanto ai guru del minimalismo attuale, senza tuttavia disdegnare digressioni trance/acid-psichedeliche. Un suono che viene portato a compimento in quest'album di debutto. Trame avvolgenti e atmosfere deep, a cominciare dal singolo scelto ad anticipare l'album, non a caso posto in apertura.

Raffaele Paria's picture

Anders Ilar - Sworn (Level Records)

"Sworn" e' il sesto album per Anders Ilar, svedese, classe '73. Questa volta, dopo le esperienze con Shitkatapult, Audio.nl, Plong!, Echocord e Narita, il nuovo lavoro e' affidato alle cure dell'etichetta Level Records di Düsseldorf. Diciamo subito che questo e' l'album piu' accessibile di Ilar, in termini di costruzione sonora e di elaborazione melodica: otto tracce che sperimentano un linguaggio che va al di la' del solito beat techno e dell'improvvisazione elettronica. La musica fluisce densa e profonda, a seconda del beat, facendosi glitch e minimalista, melanconica e vitale. Il primo pezzo, "Hillside", che mi ricorda molto da vicino le produzioni di stampo "Modern Love", e' composto da una melodia melanconica in loop che si amalgama con un basso rotondo e soffocato, il tutto montato su un classico drum 4/4.

Nicolo Arpinati's picture

James Holden - The Idiots Are Winning (Border Community)

Se i My Bloody Valentine avessero deciso di impugnare synth e drum-machine o di sedersi dietro ad un mac... Se i Boards Of Canada avessero registrato chiusi nel cesso di una discoteca mentre tiravano di speed... Se Aphex Twin un mattino si svegliasse e decidesse di diventare un bravo ragazzo... Ecco come suona questo ep (piuttosto lungo per essere veramente un ep) di James Holden, nella attesa del vero disco d’esordio nei primi mesi del 2007, giovanissimo producer londinese d’ambito progressive house e boss della neonata Border Community. Un lavoretto meraviglioso, straripante di intuizioni. Naviga ispirato tra terrore techno, caldo ambient e irresistibili divagazioni ballerine tra house e ritmiche sincopate. Lump è come entrare in un incubo altrui e restare a guardare tra stupore e timore.

Brendax's picture

Will Saul - Simple Sounds (Simple Records)

Un album doppio per consacrare la reputazione maturata negli ultimi cinque da Will Saul come DJ, produttore e A&R per le sue etichette: Simple e lo spinoff Aus. Uno showcase esaustivo dove Will Saul presenta le sue creazioni e quelle degli artisti da lui selezionati, lasciando trasudare un gusto techno e house profondo e dubboso. Il nostro è acclamato dj resident sia a Londra che a Berlino, e anche il suo roster è rappresentativo delle due scuole: My My, Motorcitysoul e Phonique, i brit Tam Cooper, Sideshow and Jimpster. Da questa interessante commistione emerge una sensibilità che mette insieme la freddezza della flemma teutonica con l’istinto glamour della terra d’Albione, facile a spingersi verso i territori disco e funky, quando dall’altra parte non interviene il freno delle ben note astrazioni rarefatte di certo minimalismo. In effetti, Saul stesso in un intervista conferma ‘tendo ad essere schizzinoso nelle mie scelte riguardo alla tech-house minimale.

Raffaele Paria's picture

Hug - Heroes (Kompakt)

Lo svedese John Dahlbäck è probabilmente l'artista tech-house più prolifico degli ultimi anni. A soli 21 anni ha già prodotto un centinaio di pezzi e remix per differenti etichette sotto lo pseudonimo Hug, Huggotron, Hugg & Pepp e Adjd. La sua ultima fatica, in veste HUG, su K2, sublabel di Kompakt, è "Heroes". "Heroes" è un album di dodici tracce, alcune delle quali già pubblicate come 12" nel corso dell'ultimo anno, che si sviluppano in un crescendo di sonorità tipicamente minimal, con melodie eleganti e una linea di basso prepotentemente protagonista, quasi a sottolineare il "cuore techno" del disco.

Luca Galli's picture

AaVv - 10 Years Treibstoff (Treibstoff)

Prima decade di attività per la label fondata da Marcel Janovsky e René Breitbarth. La Treibstoff non ha mai raggiunto la fama e l’importanza di tante sue concorrenti in ambito techno e affinità varie. Il suo è un catalogo di qualità media, con quotazioni indirizzate verso la fascia alta, caratterizzato da alcuni picchi per i quali vanno ringraziati Robert Babicz, Gabriel Ananda, Maetrik, René Breitbarth. Per festeggiare la prima decade, potete scegliere tra due formati: un doppio CD,con il primo supporto mixato da Marcel Janovsky che contiene solo tracce mai pubbicato e un secondo, con tracce tratto dal catalogo; oppure un triplo vinile contenete solo i brani inediti. A essere tanto critici quanto sinceri, i dodici inediti hanno certamente un discreto valore.

Raffaele Paria's picture

Aril Brikha - Ex Machina (Peacefrog)

Derrick May raramente si sbaglia: se mette sotto contratto un deejay o un producer con la sua Transmat Records, vuol dire che ne vale la pena. Ed e' stato cosi' per Aril Brikha, musicista e produttore nato in Iran ma trasferitosi in Svezia giovanissimo. Un EP su Fragile Records (sempre proprieta' di May), "The art of vengeance", contenente un singolo importante come "Groove La Chord", poi l'album "Deeparture in time" del 2000 e una sfilza di 12" pensati per il nuovo millennio. Ora, con "Ex Machina", su etichetta Peacefrog, e' giunta l'ora di selezionare le tracce piu' significative in un album che e' stato pensato come una collezione ragionata del miglior sound di Brikha. "Ex Machina non e' un disco per il dancefloor, tantomeno un disco adatto per l'ascolto da camera" diceva Brikha in una intervista recente. "Faccio musica per chi si sente di ballarci sopra". Troppo modesto, a mio parere.

Luca's picture

Andy Stott - Merciless (Modern Love)

E' quasi imperdonabile arrivare con questo ritardo per la recensione di un album ampiamente considerato fra i migliori del 2006. Andy Stott si è fatto conoscere con una manciata di 12" impeccabili a base di techno scintillante, a volte anche abbastanza spinta in stile Speedy J, ma per Merciless ha riservato il materiale più elegante che aveva in serbo.

Luca's picture

Jimmy Edgar - Color Strip (Warp)

Ammetto di avere sottovalutato il ragazzo. Il primo EP Access Rhythm uscì quando ancora non ascoltavo quasi nulla di electro e non mi lasciò una grande impressione, ragione per cui non dedicai granchè della mia attenzione al successivo Bounce Make Model. L'occasione per rivalutare tutta la produzione di Jimmy Edgar (compresi gli alias Michaux e Krisuit Salu) sì è presentata alla serata Warp di qualche settimana fa, dove Jimmy, che non è l'oscuro figaccione che compare in copertina ma un misurato nerd, ci ha deliziato con un live set saturo di beats nitidi e bassi elastici, con l'aggiunta di sorprendenti vocalizzi al talk box.

Luca's picture

Drop The Lime - We Never Sleep (Tigerbeat6)

Netto cambio di direzione da parte di Drop The Lime che, dopo avere esibito un talento frenetico con This Means Forever e una scarica di vinili, abbandona il territorio breakcore in favore di una massiccia dose di techno dritta e una lieve influenza grime. Sin da Wake Up Call e Devil's Kick appare chiaro il clima, si parte con dei breaks pompati ma presto si sfocia in casse in quattro alimentate da bassi che ricordano un po' quello che volete: d'n'b, grime, breakbeat, la sostanza è che suonano grassi e che si impongono all'attenzione grazie a melodie molto incisive.

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Rekid - Made In Menorca (Soul Jazz Records)

Fortunatamente i bei dischi ci sono, basta avere pazienza e scovarli tra le decine di uscite. "Made In Menorca" ti conquista subito, non lascia spazio ad indecisioni, proprio come l'ultimo di Matias Aguayo. Tiro in ballo Aguayo perchè rimanda alle stesse sensazioni, un disco compatto e ben strutturato il quale, nonostante la mancanza di allegria e la lineare ripetitività di molte tracce, ti conquista senza esitazione. Il paradosso è anche che ad ascoltarlo vengono in mente le spiagge, le discoteche di Ibiza e il sole estivo che brucia la pelle. Sarà il suono torrido, che è come stare nel deserto sotto al sole dove vedi solo sabbia, cielo azzurro e caldo, esattamente come "Lost Star6". Un pezzo ripetitivo, minimale e ipontico. E' come un miraggio nel bel mezzo del destero. Lo vedi, cerchi di avvicinarti ma in fondo non ci arrivi mai e continui a seguirlo.

Luca Galli's picture

Bola - Shapes (Skam)

Poco dopo l’uscita di “Soup”, Darrell Fitton aka Bola pubblicò su white label un triplo 12” in sole 300 copie. Quei 6 brani, poi accreditati a Bola, oggetto di culto per collezionisti, oggi vengono rimasterizzati e ristampati, con l’aggiunta di tre nuove tracce, per formare “Shapes”. Il suono è una miscela di digitalismo onirico post Artificial Intelligence pervaso da un senso di profonda organicità. Una splendente geometria melodico/ritmica muove sinuosa con atmosfere orchestrate tra bolle e liquidi (Squib (Nuclear)), techno break ossessivi (Serge2 (Octogon)), orbitanti movimenti in gravità zero (Forcasa2.2 (Oval)), balbettanti bleep’n’beats come intagliati (Ballast (Triangle)). Un suono vivido che apre uno squarcio tra presente e passato.

Luca Galli's picture

Markus Guentner - Lovely Society (Ware)

Il suono di Markus Guentner segue da sempre una doppia via. Da una parte l’esplorazione dell’ambient e delle sue teorie pop, a cui è dedicata tutta la discografia pubblicata da Kompakt, con lo zenith toccato dall’album “In Moll” (2001) che è, con alta probabilità, uno dei migliori album di genere mai publbicati dalla label di Colonia. L’altra anima è invece dedicata all’elaborazione del ritmo e ha trovato ospitalità presso la Ware di Mathias Schaffhäuser.

Luca Galli's picture

Afx - Chosen Lord (Rephlex)

Rieccolo il Richard D. James. Con un album, nientemeno. Era dai tempi di “Drukqs” che non si aveva l’onore di poter ascoltare un intero CD di Afx e lungamente si è dibattuto se considerare “Chosen Lord” un album vero e proprio oppure una raccolta ben articolata. Nel 2005, Afx da vita alla serie Analord, 12 uscite in vinile interamente create con strumentazione analogica, da cui il nome. Ora, da quei brani, il fenomenale produttore inglese estrae la linfa vitale che plasma “Chosen Lord”. Certo, non tutto il materiale della serie è qui contenuto e non avrebbe potuto essere altrimenti, ma questo nulla toglie al valore complessivo dell’album. Questo è il Richard D. James fisico, crudo, capace di abbandonare ogni svolazzo per incidere con ferocia il corpo techno. Un’attitudine che trova la sua ragione d’essere in uno sguardo acid, meglio, in un’attitudine acid contemporanea che percuote nervi e muscoli mentre slancia terapie neurotiche.

Luca Galli's picture

Carl Craig - Fabric 25 (Fabric)

Tocca a Carl Craig il venticinquesimo CD mix del famoso locale londinese e il risultato è decisamente…Craig oriented. Una definizione facilmente accolta come scontata se non si conosce il percorso di questo artista e, ad altro livello, l’approccio sonoro di molti produttori della Motor City di cui citeremmo Kenny Larkin, Stacey Pullen, Blake Baxter, Eddie “Flashin” Fowlkes. L’uomo Planet-E parte morbido tra la sua Angel (Caya Dub) e l’influsso soul di Trickski (Sweat) ma slancia subito con l’anthem garagehouse a tastiera bollente di Kerry Chandler (Bar A Thym), la corposità gommosa di Just One (Love2Love, in catalogo sull’italiana Neroli di Enrico Crivellaro/Volcov) e un doppio affondo in african grooves a cura di Africanism e Mr.Scott Gooves. Ecco, queste due tracce, soprattutto Imbalaye di Africanism, rappresentano il punto di rottura della session.

Luca's picture

Monolake - Plumbicon Versions (Monolake / Imbalance Computer Music)

La diversa attitudine di Plumbicon rispetto alle altre tracce di Polygon_Cities mi aveva già portato a considerarla come un lavoro a sè stante al di fuori del'album, opinione che ora si rafforza con l'uscita di questo maxi singolo contenente i vari remix pubblicati su vinile. La versione Live in Osaka ha pressoché la stessa pesante ritmica, ma la sezione melodica di bleeps è sostituita da un'ambientazione più notturna con echi di dub: non differisce molto dall'originale ma è senza dubbio un'egregia versione alternativa. Dopo questa introduzione il resto del CD esibisce materiale di qualità sopraffina che, come si suol dire, ne rende imprescindibile l'acquisto.

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