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Noto + Sakamoto = minimal + minimal

Doppia data per il concerto di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto all'Accademia tedesca di Roma. Luoghi e suoni si incontrano per il nuovo capitolo della fortunata collaborazione tra Carsten Nicolai e uno degli sperimentatori della musica contemporanea minimale più importante degli scorsi decenni. Nel 2002 'Vrioon', il loro primo esperimento, ha lasciato una pietra miliare lungo la strada della contaminazione tra generi apparentemente lontani. I concerti del 20 e 21 maggio presenteranno l'ultima produzione: 'Summvs', nella cornice fortunata di Villa Massimo a Roma.
http://www.villamassimo.de/it/demnaechst/index.html

hip hop

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Nicolo Arpinati's picture

Pharrell - In My Mind (Virgin / EMI)

Pharrel è il beatmaker più chiacchierato di questi tempi. Ha lavorato con cani e porci, è meta del duo di producer più richiesto negli ultimi anni i Neptunes, con due amici ha scalato varie classifiche con l’acronimo di No-one Ever Really Dies ed ora, dopo varie lungaggini, esce il suo primo vero disco solista: In My Mind. Magari è un tamarro, magari sta sul cazzo, magari è troppo modaiolo, magari vi fa cagare la black di oggi e quindi fermatevi qui non andate avanti ed arrivederci. Magari tutto ciò… Ma cazzo è un beatmaker che spacca!

Raffaele Paria's picture

Hexstatic - When Robots Go Bad (Ninja Tune)

C'era molta attesa per il nuovo album degli Hexstatic, al secolo la coppia inglese Stuart Hill e Robin Brunson, a dire di molti giudicato il piu' tecnico e innnovativo team audio-visual nel mondo. In campo dal 1997, Stuart Hill e' noto come il creatore dei visual per il Big Chill Festival, mentre Brunson ha un'esperienza pluridecennale in computer animation e djing con lo pseudonimo Rareforce. Nel corso degli anni i due hanno cercato di combinare il loro talento per la grafica con la musica, e, gradualmente, hanno sostituito il gruppo originale Hex, costituito tra l'altro da Matt Black e Jonathan More, ovvero i Coldcut. A meta' degli anni novanta i primi video, da "Frog Jam" al pluripremiato "Timber"; e qui parliamo di capolavori visual che hanno creato un precedente e ispirato un'intera generazione di video animatori.

Giovanni Linke's picture

Tom Burbank - Famous First Words (Planet Mu)

Se, chiudendo gli occhi, provaste a immaginare la colonna sonora di un imminente futuro, a cosa mai somiglierebbe?

El Producto's picture

Puppetmastaz - Creature Shock Radio (Louisville)

I supremi pupazzi sono tornati, più gommosi e sagomati che mai, per convincere la plebe che l'hip hop non è carne, ferri e bling-bling, ma è cartapesta, vernici e gommapiuma!

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Spank Rock - Yo Yo Yo Yo Yo (Big Dada)

Erano mesi che non mi capitava di ascoltare un cd così interessante. La creatività dell'hiphop riprende in mano il vecchio medoto compositivo e si affida completamente alla fantasia ingenua dei sample come elemento portante. Gli Spank Rock sono di Baltimora e la loro ispirazione potrebbe venire dai 2Live Crew, se ve li ricordate, dai Beastie Boys prima maniera e dal nuovo grime inglese. Quello che più salta all'orecchio è l'utilizzo massiccio di drum machine classiche, dalla 808 alle vecchie Roland. Una sezione ritmica che ricorda le origini. Solo che qui i suoni si sono evoluti, sono mutati e saturi di frequenze basse tipiche del dub o del drum'n'bass.

Brendax's picture

Unto Ke - Cocoa and Dust (Relief Records / Wastasi)

Il terzo album di Gopher, sotto pseudonimo afro UNTO KE (ma Gopher è un veterano di Isola Posse All Stars e Sud Sound System e in generale un giovane ‘anziano’ dell’hip-hop italiano) s’intitola ‘Cocoa and dust’ ed è per gente che ama stare al sole e mettersi le camicie colorate la sera. Un ritorno alle origini dell’hip-hop e un tributo d’amore al funk. Nel disco c’è tutto, e vale la pena elencare in ordine sparso: coretti gospel biascicati e riverberati, scratchature sia di mano leggera che pesante, flauto fluido in stile primi anni ’80, giri di piano quasi ragtime, bonghi e trombette distorte, risucchi root dub e chitarre elettriche funkytarre, bossa nova obliqua, campioni di ogni tipo e sorta, e soprattutto batterie facili, immediate, con groove che parlerebbero anche con gli extraterrestri. Il disco riesce benissimo, non ha la minima pretesa di originalità, rientra nella visione jazz dell’esecuzione personale e riconoscibile.

Luca Galli's picture

Radioinactive - Soundtrack To A Book (Stranger Touch)

Nato Kamal Humphrey De Iruretagoyena, Radioinactive è uno dei nomi in evidenza nel panorama indie hip hop. Molto attivo sulla pregiata label Mush, membro ufficiale dei disciolti Log Cabin Crew (con Murs, tanto per intendersi), Kamal ha frequentato e collaborato con il meglio della scena: Busdriver, TTC, Awal One, Daedalus, Anti Mc, cLOUDDEAD, rivelando buone doti e una chiara visione sonora. “Soundtrack To A Book” esce due anni dopo “Free Kamal”, l’album realizzato con AntiMC e, a tutti gli effetti, deve essere considerato come un EP per durata (26 minuti) e tipologia organizzativa. Accompagnato in fase di produzione da Gideon Zaretsky, Radioinactive mette in opera un interessante lavoro, intimamente calato in dinamiche indie.

Raoul Girometta's picture

Part 2 - Live From The Breadline (Big Dada)

Fra i producer più attivi dell’ultimo decennio, Part 2 ha segnato la storia dell’hip hop inglese determinandone la rinascita nella nazione. Osannato dai maggiori magazine internazionali nel campo della nuova musica e delle nuove tendenze (“maestro di una varietà di stili” secondo il Sunday Times Culture, “il sound dell’ UK alla sua sublimazione” a detta di The Face, “imperdibile producer” secondo DJ), il produttore ha remixato e prodotto artisti del calibro di Ty, Serge Gainsbourg, Trilok Gurtu Killah Priest del Wu Tang Clan e Saul Williams. Sofferente per una specie di sindrome da backroom boy, si dedica a questa produzione zeppa di features vocali (Fallacy, LSK, Sandra Melody, Juice Aleem, Toastie Tailor, Lotek), che alla base non si dimentica i beats. Un album molto inglese nello stile, che si evolve e cambia continuamente. Una bibbia della “UK Urban Music” riscritta da uno dei suoi profeti.

ar's picture

AaVv - Fabriclive 27, Dj Format (Fabric)

Prosegue il tradizionale appuntamento con i dj set più interessanti in circolazione. Questa volta tocca al dj di Southampton, Dj Format, uno che è cresciuto a pane e vinile. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La tracklist ben fornita è di 25 pezzi che spaziano dall'hiphop più underground dei Lyrics Born al soul più emozionante di Ella Fitzgerald. Si perchè il cd praticamente è diviso in due parti. La prima più hiphop e contemporanea, al seconda totalmente immersa nel passato del funk soul degli anni d'oro. Inizi ad ascoltare Ugly Duckling, Cut Chemist, gli Aspects e ti ritrovi dopo nemmeno quindici minuti catapultato nel vortice del groove più genuino senza che nemmeno te ne accorgi.

Luca's picture

Enduser - Calling The Vultures (Sublight Records)

Pare incredibile ma quest'anno Enduser ha pubblicato più materiale di Venetian Snares, dopo Run War e Comparing Paths ecco a voi Calling The Vultures, sicuramente fra i tre è quello che assomiglia di più ad un album, grazie soprattutto ad una progressiva crescita della frenesia ritmica. Il disco si divide infatti in una metà iniziale di tracce dai ritmi hip-hop e un finale adrenalinico dell'ormai collaudato ibrido breakcore/dnb. Fino a Your Drawing si rimane immersi in una nebbia di semplici breaks ruvidi e campionamenti notturni, accompagnati dalle voci di MC equivalANT (ossia Mad E.P.) e Rachel Kann, abbastanza fastidiosa a dire il vero. All'inizio avevo fatto paragoni con Dalek, ma più ascolto questi pezzi e più mi accorgo che ad Enduser manca ancora un po' di strada in questo senso.

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The Herbalizer - Take London (Ninja Tune)

Che cosa dire degli Herbalizer e della Ninja Tune, sappiamo già tutto. Anche in questo doppio cd c'è roba buona, roba che si apprezza da tempo. Come andare a cena nel tuo ristorante di fiducia e ordinare il tuo piatto preferito, speghetti alle vongole, il migliore che tu abbia mai assaggiato. E' sempre lo stesso ma sai che ti piacerà, sai che il cuoco non ti deluderà. Se conoscete gli Herbalizer, se siete da sempre dei fan della Ninja Tune, se amate le atmosfere cinematografiche e apprezzate il connubio tra musicisti e disc-jockey sapete cosa fare. Volendo trovare dei difetti, e ce ne sono, viene subito fuori l'assoluta staticità dello stile, nulla di nuovo.

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Ammoncontact - New Birth (Ninja Tune)

La nascita del bambino di Fabian Ammon cosa c'entra con questo disco?

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Ammoncontact - One In An Infinity Of Always (Ninja Tune)

Carlos Niño e Fabian Ammon sono di Los Angeles e si portano dentro quel pezzo di metropoli con le palme che viene inevitabilmente riflesso nella loro musica. Anche se vengono dalla California restano pur sempre nell'underground ma essere underground a Los Angeles e' molto diverso che esserlo a Voghera, di conseguenza le influenze sono molteplici. Sicuramente l'hip hop, inteso come hip hop underground, essere cosi' vicini a quel mondo contamina involontariamente le loro produzioni che potrebbero benissimo essere utilizzate come basi strumentali per qualche mc di talento. Ma le atmosfere non si limitano a quello, ci si trova il funk, il soul, il jazz, il calore della musica nera trasportata magicamente nel freddo e luccicante cd. Essendo un disco strumentale le tessiture minimali devono essere curate nel dettaglio per dare ad ogni pezzo quel tocco particolare che possa non annoiare l'ascoltatore dopo i primi tre pezzi.

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Cyne - Evolution Flight (City Centre Offices)

Il gruppo si forma a Miami nel 2001 e subito esprime la sua intenzione di produrre hiphop in maniera antica con un gusto underground. Speck, Enoch, Cise Star e Akin pubblicano subito il disco "African Elephants" raccogliendo consensi soprattutto in Giappone. "Evolution Flight" è il loro secondo album. Stessa attitudine degli inizi, grande utilizzo di sample con qualche aggiunta di strumenti live. Ad esempio in "Plight About Now", il pezzo di apertura, lo zio di uno dei componenti suona una classica batteria jazz. Il disco si avvicina alle sonorità di Spinna, di Madlib oppure a quelle dei Prefuse, stiamo parlando di quel tipo di hiphop, non certo di quello mainstream. La nota dolente del disco è che è un pochino piatto, le quindici tracce scorrono via senza lasciare il segno. Hiphop sotterraneo per appassionati.

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Dabrye - Additional Productions Vol 1 (Ghostly International)

Riconosciuto come uno dei maggiori produttori di hiphop strumentale e di tutto quello che puo' voler dire "abstract hiphop", Tadd Mullinix ne ha combinata un'altra delle sue. Questo non è il suo nuovo album, che uscirà nella primavera del 2006, ma un raccolta di sue creazioni. Alcune per la prima volta su cd e una addirittura inedita. Per uno che si concede con il contagocce è già qualcosa. Un album in uscita e un "pre-album" nel giro di pochi mesi è moltissimo. L'inedito è quello che apre l'album, Beans al microfono e Dabrye al mixer, il risultato è "Nite Eats Day (Money Mix)", non male come hiphop minimale e "fratturato". Si prosegue con il suo remix al pezzo di T.Raumschmiere, "Monstertruckdriver", beat dalla cadenza pesante e pochi fronzoli di contorno. Purtroppo si arriva velocemente alla fine del cd, sono solo otto pezzi ma ne vale la pena.

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AaVv - Raw Fusion Bass-Ment Classics (Raw Fusion Recordings)

Il Raw Fusion è un club, è uno dei più longevi nel suo genere, sicuramente uno dei più longevi appuntamenti danzerecci di Stoccolma. Sono più di otto anni che dalla consolle i dj spingono musica hiphop d'avanguardia per un pubblico ricettivo, un pubblico sempre alla ricerca dell'ultima novità, musica sporca, profonda, dark e soulful. Arrivato a questo punto, il Raw Fusion ha dei veri e propri "classici", pezzi storici che hanno fatto ballare i biondi svedesi nelle freddi notti della fervida Stoccolma, qui rappresentati. La selezione è elettronica ma piena di soul, è pesante nel beat ma leggera nelle atmosfere. Un suono zoppicante avvolto in una montagna di bassi e bleeps penetranti. Ascoltare "Available (Hearin' Aid Remix)" di Linn per capire. I quattrodici pezzi scelti da Mad Mats sono il meglio del meglio passato sotto le puntine dei giradischi del club.

Luca Galli's picture

Edan - Beauty And The Beat (Lewis)

Edan all’anagrafe è registrato come Edan Portnoy. Lo riconosci perché in testa porta un acconciatura gonfia e poco curata che, in alcune foto, sembra irreale, quasi un parrucchino. Dagli States è passato in terra d’Albione a pubblicare per la piccola, certo combattiva, Lewis Records. Nelle alte sfere non lo farebbe nessuno, un B-Boy a stelle e strisce che pubblica per un label inglese è un insulto, loro così inferiori, fratelli minori capaci solo di emulare. Nell’underground questa è l’assoluta quotidianità e proprio quel flusso continuo di interrelazioni transoceaniche negli ultimi anni ci ha consegnato alcune delle più belle opere hip hop. Pescate pure a caso tra i nomi: Anti Pop Consortium, Ninja Tune, Chocolate Ind., Lex, Beans, Black Mamba Serum, lo stesso Edan, Big Dada... ad libidum.

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Beta Erko - I'm OK, You're OK (Quecksilber)

Questo CD mi è stato passato da un personaggio che ha voluto rimanere anonimo, che mi ha esplicitamente detto di farne ciò che avessi ritenuto più opportuno, persino una recensione. Sotto il ''persino una recensione'' c'erano, in ordine: persino ascoltarlo diverse volte, persino fartelo piacere, persino sopportarlo, persino insultarlo, persino utilizzarlo per fare colore nella tua collezione di CD. Fra tutte le opzioni, ho deciso di scrivere una recensione perchè per una buona metà dei 50 minuti I'm OK You're Ok è un disco divertentissimo, una fantasiosa parodia dell'hip hop, con un MC (che appartiene ai Curse Ov Dialect, ma io non so chi siano) schizoide e poliglotta di cui non si riesce a capire nulla perchè le sue rime sono frantumate dagli altri tre membri del gruppo. Processing indiavolato, scratching ultrasonico e sminuzzamento continuo di qualsiasi parola non aiutano nella comprensione dei testi, ma non credo che sia l'aspetto fondamentale ella musica dei Beta Erko.

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Populous - Queue For Love (Morr Music)

Hip hop delicato, una leggera brezza primaverile che scorre tra fiori appena sbocciati, in questo modo si apre il nuovo album di Populous. Le prime due canzoni hanno questo sapore di primavera, di prati verdi e aria fresca. In qualche maniera i pezzi mi ricordano anche Captain Kaliber e le sue visioni infantili, trame sonore semplici e colorate. Se il precedente "Quipo" dimostrava una forte predominanza dell'elettronica astratta, il nuovo "Queue For Love" invece è più caldo e rassicurante grazie anche alla sua leggerezza e ai sample presi dai vecchi dischi soul. Andrea Mangia, il vero nome di Populous, ha fatto tutto da solo, con mezzi che chiunque potrebbe possedere. Un computer e un bagno usato come studio. Evidentemente ha trovato nel bagno del suo appartamento il posto più adatto per comporre. La scelta si è dimostrata positiva. Nello stesso bagno ha registrato la parte vocale di "Buco" e "Clap Like Breeze" Matilde, cantante degli Studio Davoli.

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Platinum Pied Pipers - Triple P (Ubiquity)

Ci hanno abituato bene alla Ubiquity, buona musica e pochi passi falsi. Non sono molte le etichette di quel genere ad avere un così elevato livello qualitativo. "Triple P" non si discosta molto da questi standard. I Paltinum Pied Pipers sono un duo che mescola insiene con naturalezza hiphop moderno e soul. La coppia è formata dal tastierista e chitarrista Saadiq assieme al compare Waajeed. Per la cronaca quest'ultimo è stato uno dei fondatori degli storici Slum Village. Nell'album si sente il loro amore incodizionato per il soul, le voci melodiose sono molto importanti, tanto quanto il beat pesante. Gli arrangiamenti sono ricchi di strumenti, ci sono i vecchi groove, pianoforti e bassi digitali, batterie classiche e voci da manuale. Nelle sedici canzoni compaiono tantissimi featuring; Jay Dee, Mc Lacks, Tiombe Lockhart, Rojier, e una certa Gerogia. Certo, non sono nomi conosciuti ma se ascoltate l'album capirete perchè i Platinum Pied Pipers li hanno voluti davanti al microfono.

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